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Il tempo, anima del mondo – parte 2

Dr. N

Per la nostra nuova rubrica “Lo spirito del Tempo”, vi proponiamo un’intervista in due parti con una nostra lettrice, un’intellettuale che chiameremo CF. Questa è la seconda parte: potete leggere qui la prima.

Prima di lasciarvi a questa affascinante lettura, vi ricordiamo di commentare i nostri articoli con le vostre domande e curiosità, per venire sempre più incontro ai vostri interessi e alle vostre passioni.

Intervista con CF – parte seconda

Dr. N

Quindi diceva che un movimento automatico avvicina l’orologio alla vita… Ma non è così anche per il manuale? Non è anche lui necessitante un uomo vivente per funzionare?

CF

Certamente è così, ma il contatto è meno forte. È come se l’orologio a carica manuale verificasse una volta al giorno la presenza dell’utente. Ovviamente anche l’automatico non trae in ogni momento energia dall’uomo, ma possiede una riserva da cui attinge. Da un punto di vista teorico però, è più direttamente collegato all’essere umano. Si potrebbe dire che l’orologio a carica manuale cessi di funzionare qualora l’uomo smettesse di pensare ad esso, mentre quello automatico si ferma quando cessa anche la vita dell’uomo.

Dr. N

O meglio, l’orologio automatico cessa di trarre sostentamento se l’uomo cessa di vivere, quello manuale se l’uomo cessa di pensarvi. Ma pensiero e volontà non sono forse funzioni più alte della mera sussistenza in vita?

CF

Sono frutto di razionalità. Quando si parla di orologi a carica manuale, trovo che vi siano quattro momenti in cui l’uomo attinge al proprio lógos o alla propria ratio: l’ideazione dell’orologio, la sua costruzione, la carica e l’atto di guardare l’ora. Nell’orologio automatico la carica avviene senza la presenza di razionalità, ma questo non deve essere un fattore svilente, anzi, è indice di rapporto strettissimo con l’atto di vivere. Noi non pensiamo a respirare, non pensiamo a far circolare il sangue nelle nostre vene, non pensiamo all’atto della digestione. Tuttavia ciò avviene ed è legato alla nostra vita. Inoltre, Dr N, pensa che sarebbe più “alto” caricare il proprio orologio azionando la corona o, ad esempio, lavorando su un dipinto? Scrivendo una poesia, ammirando la natura durante una passeggiata?

Dr.N

Aggiungerei un quinto momento, quello della manutenzione, essenziale per un orologio meccanico (a proposito, avete dato un’occhiata alla rete di laboratori di fiducia Chronosect per il vostro segnatempo?). Non avevo effettivamente visto la questione in questi termini. La ringrazio per aver allargato i miei orizzonti e quelli dei nostri lettori. Il tempo (come pare pregna di significato questa parola oggi) a nostra disposizione è terminato. La ringrazio moltissimo e spero voglia essere nostra ospite su queste colonne anche in futuro.

C.F.

Grazie a lei di questa opportunità, è stato un piacere condividere con il suo pubblico i miei pensieri.

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