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Il tempo, anima del mondo – parte 1

Dr. N

Per la nostra nuova rubrica “Lo spirito del Tempo”, vi proponiamo un’intervista in due parti con una nostra lettrice, un’intellettuale che chiameremo CF.

Prima di lasciarvi a questa affascinante lettura, vi ricordiamo di commentare i nostri articoli con le vostre domande e curiosità, per venire sempre più incontro ai vostri interessi e alle vostre passioni.

 

Intervista con CF – parte prima

Dr. N

Buongiorno, CF. Da quanto tempo si interessa di orologi? Quali aspetti la attraggiono di più dell’orologeria? L’estetica, la meccanica…

CF

Mi sono recentemente appassionata al mondo dell’orologeria, affascinata soprattutto dagli aspetti storici e meccanici. Anche l’estetica riveste un ruolo molto importante. Io la ricerco soprattutto nella semplice eleganza e nelle soluzioni geniali e senza tempo.

Ma quel che più mi attrae è il significato filosofico di un oggetto atto a misurare il tempo.

Dr. N

Sono colpito. Oggigiorno non sono parole che si sentono spesso. Il volgere lo sguardo verso il futuro, pensando a come l’orologio potrà varcare i secoli… [NdR: abbiamo scritto un articolo proprio sul tema dell’orologio come ponte verso il futuro]

CF

Ritengo che l’orologio abbia già assunto una forma classica, che gli permette di varcare i secoli senza risentire dei mutamenti del mondo. Ci saranno certamente dei cambiamenti, ma il compito dell’orologio, nonostante le varie e possibili complicazioni, sarà sempre quello di misurare il tempo.

Non importa se avremo dei visori che proietteranno costantemente l’ora davanti ai nostri occhi o se i cellulari svolgono già questa funzione: il legame che l’orologio meccanico instaura con la vita umana è il più puro e irripetibile. Un tale oggetto affascinerà sempre gli uomini, non potrà essere sostituito dall’elettronica.

Dr. N

Quindi ritiene di condividere l’idea secondo cui un semplice, purissimo solotempo a carica manuale sia destinato ad essere sempre l’orologio per eccellenza?

CF

Diciamo che questo primato può senz’altro essere conteso da orologi a carica automatica.

Un tempo la carica manuale era un’esigenza, dal momento che non esisteva una tecnologia che garantisse una maggiore comodità da parte dell’utente. Tuttavia non è questo l’argomento che trovo più convincente.

Dr. N

La carica automatica per gli orologi da polso si diffonde in effetti da poco prima di metà secolo scorso (anche se concettualmente fu ideata da Breguet a fine Settecento).

Ma non è per questo che ritengo la carica manuale più pura. L’orologio meccanico manuale ha il numero minimo di componenti necessario a funzionare al polso. L’automatismo rende l’orologio più complesso.

CF

Comprendo la sua obiezione. Le faccio notare, tuttavia, che non sempre le soluzioni tecnologicamente più semplici sono quelle più vicine alla vita dell’uomo. È complesso avvicinare un orologio alla vita: d’altra parte si tratta di una creazione umana che tenta di leggere il codice del mondo. La soluzione automatica è sì più complessa dal punto di vista meccanico, ma consente all’orologio di avvicinarsi al trascendente, permettendogli di alimentarsi con i gesti, sintomo di vita, del suo utente. In altre parole, trovo che la questione meccanica passi in secondo piano rispetto a quella metafisica.

Il raffinato movimento del Patek Philippe 2526, il primo automatico della celebre Casa

Dr. N

“Leggere il codice del mondo”. Frase affascinante. Quindi il tempo è il “codice del mondo”? Perché?

CF

Il tempo è parte di quel linguaggio che costituisce il nostro universo. Sia da un punto di vista scientifico sia religioso.

Secondo gli scienziati, il tempo è nato con il Big Bang. Secondo i teologi, è nato con la creazione del mondo: “In principio era il Verbo”. Le prime parole del Vangelo di Giovanni ci danno una indicazione temporale, come spesso accade nelle Sacre Scritture, che colloca l’intera narrazione della genesi “in principio”. Questo significa che il tempo ha avuto un inizio.

Tutta l’esistenza, la realtà ontologica, è intrisa di tempo. Gli uomini vivono nel divenire e sono soggetti al trascorrere del tempo. La dimensione priva di tempo è quella di Dio, come ci ricorda Agostino. Per non parlare dello spazio-tempo…

Ora, da questo capiamo che il compito dell’orologio è altissimo. Il tempo è puro, è ovunque.

Dr. N

E se il tempo ha avuto un inizio, il tempo scorre linearmente, sempre in avanti. In questo l’orologio segue il tempo. Il compito dell’orologio, in effetti, è di seguire lo scorrere del tempo e scorrere con esso.

CF

Certamente. L’orologio ha il compito di entrare in contatto col tempo e tradurlo in modo concreto, visibile: sì, l’orologio scorre col tempo così come noi uomini.

Dr. N

L’orologio è un ponte fra l’uomo e un linguaggio intrinseco all’universo, dunque.

CF

Esattamente questo. Possiamo dire che da una parte vi sia l’anima dell’uomo, da cui scaturiscono i movimenti della vita, e dall’altra vi sia l’anima del mondo, vale a dire il tempo.

Dr. N

L’anima del mondo. È una definizione magnifica! È sua?

CF

Non è una mia definizione. L’ho tratta da un filosofo contemporaneo, Stefano Mantegazza. Più in generale, l’anima del mondo, in filosofia, è un principio che accomuna tutto l’essere e da cui scaturiscono gli enti. Il tempo è chiaramente comune a tutto ciò che esiste nella realtà ontologica, in tal senso è anima del mondo.

L’intervista prosegue nella seconda parte.

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