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Il mio bracciale tintinna ancora!

Proseguiamo il viaggio nelle più insondabili paturnie dei possessori di orologi economici e andiamo ad analizzare come prendersi cura della fragile psiche degli utenti orologieri d’oggi, ehm, volevamo dire del rumoroso bracciale degli orologi subacquei economici moderni.

Nel primo articolo avevamo visto per sommi capi le alternative disponibili per chi non sopporta il tintinnio del bracciale. In questa seconda parte vediamo come risolvere il problema rimediando al rumore o, se non possibile, sostituendo del tutto il bracciale.

Spoiler: la soluzione finale è un NATO

Dobbiamo tirare ora le fila di questa lunga dissertazione sul nulla, ossia sul problema dei bracciali tintinnanti. Problema falso, in quanto il bracciale difficilmente si staccherà dalla cassa, per il quale proponiamo una soluzione vera: i cinturini NATO.

Il cinturino NATO è il modo più facile per cambiare l’aspetto del vostro orologio. Con un cinturino NATO in stoffa, spendendo davvero poco, potete dare nuovo risalto a un quadrante cui ormai vi siete abituati, richiamare la ghiera, coordinarlo con il resto del vostro abbigliamento…

Un consiglio: partite con il cinturino NATO in stoffa più classico, dello stesso colore del vostro quadrante, poi aggiungete una variazione come il c.d. James Bond, di cui vedete una foto qui sotto. Se il risultato vi aggrada, potete via via arricchire la vostra collezione di cinturini, badando di acquistare quelli della misura corretta per il vostro orologio: un NATO troppo stretto per le vostre anse non è un bel vedere, a meno che non siate Sean Connery.

Il cinturino NATO, oltre che in tessuto, esiste anche in pelle. Con il caveat di non utilizzarlo in acqua, il che contribuirebbe all’invecchiamento precoce del cuoio, un cinturino NATO in pelle può davvero fare la differenza nell’estetica di un orologio. Vedere per credere questo Omega Speedmaster con un cinturino scamosciato, che dà veramente un tocco di classe , oltre a conferire un’aria vintage al vostro segnatempo.

Non è un diver, ma questo Omega Speedmaster con il cinturino NATO in pelle scamosciata fa una gran bella figura, sicché abbiamo messo la sua foto e va bene così.

La sola accortezza che ci sentiamo di raccomandare riguardo ai cinturini NATO in pelle riguarda il fatto che, a differenza di quelli in stoffa, non sono traspiranti. Quindi il loro utilizzo è raccomandato più in inverno, quando le temperature sono abbastanza basse da permettere di non sudare e non si fa uso di creme solari.

Scusa, ma il bracciale che tintinna? Ho letto ben due articoli solo per questo!

Ah, volevate sapere come sistemare il bracciale che tintinna, giusto? Beh, sì, il modo c’è, ed è piuttosto semplice: basta toglierlo dalla cassa con l’apposito leva-anse e stringere con una pinzetta in plastica o una in metallo rivestita con un pezzetto di stoffa per non graffiare il finale, o con le dita – siate uomini, suvvia, è un pezzetto di lamierino! il finale, di modo da renderlo aderente alla cassa. Reinserendo il finale sulla cassa, potrete agevolmente verificare se la correzione è corretta: l’aderenza deve essere perfetta, senza oscillazioni di sorta. Un modo per verificare se è necessario procedere a questo tipo di correzione è tentare di infilare dei pezzetti di carta tra la cassa e il finale. Se ne entra almeno uno strato, come nella foto qui sotto, è d’uopo stringere i finali.

Andiamo dunque a vedere come si presenta un bracciale appena rimosso dalla cassa e, più in dettaglio, l’aspetto di un finale cavo. Nella prima foto qui sotto si può vedere un bracciale Orient da 22 mm appena rimosso dalla cassa dell’Orient Ray II cui appartiene.

In queste due foto, scattate con due bracciali di marca diversa, potete notare come i finali cavi, o meglio, realizzati in lamiera stampata, siano una caratteristica degli orologi di fascia economica muniti di bracciale. Questo finale Seiko è realizzato con la stessa tecnica costruttiva, ma, cosa interessante, non tintinna. Perché? Perché è più stretto – 18 millimetri contro 22 – e deve reggere una cassa più leggera – si parla di un Seiko 5 non impermeabile da 37 mm di diametro, contro un Orient Ray II subacqueo da quasi 42 mm.

I “piedini” che vedete vicino agli anelli passanti del finale sono la parte incriminata nel tintinnio del vostro bracciale economico. La cassa dell’orologio, venendo strattonata e ritorta contro il bracciale dal movimento del polso, fa leva su questi sottili lembi di metallo, i quali inevitabilmente si “aprono”, rendendo più lasca la tenuta del finale contro la cassa. Quando poi l’orologio, venendo portato, si muove sul polso, ecco che si percepisce il tintinnio.

È quindi chiaro che stringere i piedini con una pinzetta risolve il problema del tintinnio, ma temporaneamente, solo fino a quando i piedini suddetti non si allentano di nuovo. La vera soluzione al problema sarebbe realizzare un finale cavo ben costruito, come erano quelli della Rolex di un tempo – oggi ricorrono anche loro ai finali pieni, che risolvono alla radice il problema -. Qui sotto potete osservare come è realizzato un finale stampato Rolex: questa costruzione offre una tenuta paragonabile a quella dei finali cavi, ma è ovviamente più costosa. Oltretutto, Rolex ha anse da 20 millimetri, che rispetto a quelle da 22 del bracciale Orient sopra raffigurato, tintinnano naturalmente meno, essendo sottoposte a una leva più corta nel momento della torsione cassa-bracciale che stressa i finali.

Conclusioni

Se, come chi scrive, avete un orologio subacqueo dalla cassa abbastanza pesante – anche se al giorno d’oggi ve ne sono di ancor più grossi -, con le anse larghe ben 22 millimetri e i finali cavi, come potete rimediare al problema del tintinnio del bracciale – salvo acquistare un orologio con cassa più leggera e anse non troppo ampie -?

Le alternative sono:

  • Acquistare un bracciale di qualità, che costa però una frazione importante del prezzo di un diver economico, o che è realizzato in maglia Milano e dunque privo di finali tintinnanti. Quest’ultimo però ha il difetto di non coprire le anse, perché lascia inevitabilmente scoperto uno spazietto che alcuni giudicano antiestetico, inoltre non sempre è adatto all’uso subacqueo, essendo sovente privo di doppia chiusura di sicurezza.
  • Acquistare un cinturino NATO. Questa è la scelta di molti appassionati: è difficile non trovare il cinturino ideale per il vostro orologio sportivo, con tutti i tessuti disponibili. Se volete dare un tocco di eleganza in più, c’è anche la possibilità di utilizzare un cinturino NATO in pelle. Oltre ai NATO, a tre anelli, esistono i cinturini ZULU, a cinque anelli, che risultano più “massicci” al polso, alzano di più l’orologio e lo tengono più saldamente ancorato al polso. Difetti? Sono meno “acquatici” di un bracciale metallico: quelli in stoffa perché restano bagnati, quelli in pelle perché l’acqua non dovrebbero proprio vederla.
  • Scegliere un cinturino in gomma. Stessa acquaticità di un bracciale, forse meno eleganti, ma indubbiamente pratici. Tendono a costare un po’ più dei NATO, se di qualità, ma vale la pena prendere qualcosa di ben fatto.
  • Tenersi il bracciale originale e sopportare il lieve tintinnio, consci del fatto che ben difficilmente l’orologio si staccherà dal bracciale. Sì, è un’opzione, in molti lo fanno e vivono felici: provate, non costa nulla!

 

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