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TAG Heuer Monaco, la forma delle corse

Il TAG Heuer Monaco è uno degli orologi più apprezzati di TAG Heuer. L’importante presenza al polso, che non si indovinerebbe dalle misure sulla carta contenute – solo 39 millimetri di larghezza -, unita alla forma fuori dall’ordinario, rendono questo cronografo un caso a sé nel panorama del lusso sportivo.

Il TAG Heuer Monaco è oggi un orologio apprezzato dagli amanti dei cronografi sportivi e da chi ama distinguersi. Come è nato questo modello di grande successo, così diverso dall’altro cronografo di casa Heuer, il Carrera dalle forme ben più tradizionali?

TAG Heuer Monaco: un orologio dirompente

Il TAG Heuer Monaco nasce nella grande corsa al cronografo automatico del 1969.

Il consorzio Doubois-Depraz, Buren, Breitling e Heuer, da cui nascerà il movimento del primo Heuer Monaco, adotta una filosofia progettuale in cui ciascuno contribuisce per una parte del movimento, che nasce quindi con una concezione modulare.

Il risultato è un modulo cronografico sviluppato da Dubois, con un micro-rotore, o rotore planetario, sviluppato da Buren, che fornisce la carica automatica. Questa costruzione implica la necessità di posizionare la corona sul lato sinistro della cassa. Un punto che viene sfruttato in fase commerciale da Heuer, che enfatizza tale caratteristica come distintiva per il Monaco, reclamizzandolo come un cronografo che non necessita di essere caricato e che per questo ha la “superflua” corona di carica a sinistra.

TAG Heuer Monaco: il legame con le corse

Il TAG Heuer Monaco, con la sua forma quadrata così particolare, riesce a distinguersi da subito. La corona a sinistra, come detto, diviene il tratto distintivo di questo orologio animato dal movimento Chronomat calibro 11. Heuer però non si accontenta della forma inconsueta, per far parlare del proprio avanzatissimo cronografo automatico: sceglie, in sintonia con la storia del Marchio, di puntare sul legame con il mondo delle competizioni motoristiche. Di qui, il nome Monaco, scelto appunto per rievocare il celebre Gran Premio che si tiene nell’omonima città-Stato.

Jo Siffert, pilota svizzero di Formula 1, diventa uno dei primi nomi dello sport ad essere associato con il TAG Heuer Monaco. Ma la fama di questo orologio, che anche oggi attira migliaia di appassionati, è dovuta soprattutto al celebre Steve McQueen, attore e pilota statunitense che ha indossato l’Heuer Monaco sul set di Le 24 Ore di Le Mans.

Il TAG Heuer Monaco oggi

L’Heuer Monaco rimane vittima, come molti altri orologi meccanici illustri, della Crisi del Quarzo: nel 1975 esce di produzione. A nulla vale l’essere stato il primo orologio di forma impermeabile, o la fama guadagnata sui tracciati di gara. Non tutto però è perduto. Dopo l’acquisizione da parte di TAG, il TAG Heuer Monaco è tornato a far bella mostra di sé sui polsi dei collezionisti di tutto il mondo, grazie al ritorno in produzione, sia pur con movimento di derivazione ETA.

Negli ultimi anni, Tag Heuer ha deciso di colmare l’ultimo divario che separava il Monaco dagli altri cronografi di lusso: ecco allora il movimento Calibre Heuer 02, il primo della storia del Monaco ad essere di manifattura interna alla Casa.

I TAG Heuer Monaco più popolari rimangono quelli con quadrante blu, nero o a righe colorate verticali – il “Gulf”, dal nome dell’azienda petrolifera sponsor di McQueen nel film “Le Mans” -.
Recentemente, TAG Heuer ha lanciato un modello del TAG Heuer Monaco contraddistinto da un quadrante verde, in omaggio alle attuali tendenze cromatiche.

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