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Prova al polso: Zenith El Primero A385

Oggi vediamo un confronto tra lo Zenith El Primero A385 vintage e la sua riedizione moderna, lo Zenith Chronomaster A385 Revival. Ringraziamo per la collaborazione LaClexidra, storica azienda da decenni attiva nel commercio di orologi a Verona, che ci ha messo a disposizione questi segnatempo.

Si sta diffondendo, tra le Case orologiere svizzere, l’abitudine di presentare riedizioni di propri prodotti del passato. Intendiamoci, ispirarsi alla tradizione è sempre stato un tratto caratteristico di tutte le maison, ma la tendenza cui assistiamo negli ultimi anni è quella di realizzare non solo orologi nuovi con alcuni stilemi ripresi dalla propria storia produttiva, ma veri e propri rifacimenti: segnatempo che ricalcano fedelmente oggetti di trenta, quaranta, cinquant’anni orsono.

Qual è la ragione di questo voler tornare indietro? Non si tratta di una mera operazione nostalgia, anche se sicuramente la moda del vintage ha il suo peso, soprattutto nel contesto culturale vaporwave, sottocultura musicale e stilistica molto presente su internet che recupera stilemi degli anni Ottanta. Il fatto è che negli ultimi tempi, soprattutto negli anni Novanta, gli orologi sono aumentati di diametro, per ragioni di moda, fino a perdere di vestibilità. Questo ha generato una domanda di orologi da polso più “portabili” che si affianchino all’attuale offerta di orologi “oversize”. Ecco che allora le forme degli anni Settanta e Ottanta, nate per valorizzare misure di cassa sotto i 40 millimetri, diventano l’ideale per portare al pubblico segnatempo che non si limitano a “ridimensionare” la cassa di orologi più grandi, ma che trovano un’armonia fra dimensione e forma.

Per poter riproporre un modello del passato, bisogna però avere una storia di successo alle spalle. Non tutto quel che è vintage è per ciò stesso esteticamente riuscito. Gli orologi che hanno superato la prova del tempo non sono molti, e fra questi ci sono sicuramente gli Zenith della serie El Primero.

Charles Vermot, il salvatore di Zenith

La storia del movimento dello Zenith El Primero, che abbiamo raccontato qui, è affascinante. Altrettanto straordinaria è la storia di come questo magnifico orologio viene salvato da una fine apparentemente ineluttabile, grazie all’abnegazione di un solo uomo.

La storia delle riedizioni Zenith di cui trattiamo oggi non può che partire da quella di un uomo, Charles Vermot, che ha rischiato in prima persona il proprio posto di lavoro per proteggere il patrimonio storico dell’azienda. Vermot è uno dei creatori del Primero, il primo cronografo automatico al mondo. Negli anni Settanta, Zenith, come molte altre aziende del settore, è fortemente colpita dalla Crisi del Quarzo, e deve fare i conti con una dirigenza intenzionata ad abbandonare l’orologeria meccanica in favore dei nuovi moduli elettronici. Viene quindi dato l’ordine di vendere i pezzi necessari alla produzione del Primero come metallo da rottamazione. Ma Charles Vermot, orologiaio, non è d’accordo. È convinto che i movimenti meccanici abbiano ancora un futuro e sceglie di salvare la creazione più innovativa di Zenith. Charles Vermot escogita allora un piano che ha il sapore della leggenda: raccoglie uno ad uno tutti i componenti, tutti i progetti, tutti gli attrezzi necessari a produrre il calibro 3019 del Primero, e li nasconde letteralmente in soffitta, dietro un muro di mattoni. Con questo atto di disobbedienza agli ordini dei suoi superiori, Vermot assicura un futuro a Zenith. Negli anni Ottanta, Rolex contatta Zenith, chiedendo la fornitura del movimento del Primero per rendere il proprio Daytona per la prima volta automatico, con il calibro che si chiamerà Rolex 4030. È il riscatto di Vermot, che mostra trionfante ai colleghi l’attrezzatura da lui messa in salvo e che permette a Zenith di tornare in carreggiata.

Charles Vermot nel fumetto celebrativo commissionato da Zenith in onore della sua impresa

Oggi, Zenith è tornata non solo a produrre il Primero, ma lo ha arricchito con nuove funzionalità, come la misurazione del centesimo di secondo. Per celebrare e ricordare come El Primero ha cambiato le carte in tavola nel mondo dell’orologio, cinquant’anni fa, Zenith ha riaperto quella famosa soffitta, trovando qualcosa di sorprendente.

Vintage o moderno, il confronto

Nella soffitta di La Chaux-de-Fonds dove Vermot ha celato i segreti della produzione del Primero, è stata rinvenuta una scatola contenente dei quadranti. Ma non dei semplici quadranti: si tratta di prototipi, mai entrati in produzione, di quadranti sfumati, qualcosa che, all’epoca, era estremamente innovativo.

Zenith ha scelto, dopo decenni di oblio, di riportare alla luce quei quadranti e quelle forme, con una riedizione fedele all’originale del Primero, lo Zenith Chronomaster A385 Revival. Andiamo oggi a raccontarvi questo modello, con l’esperienza di prima mano resa possibile dalla collaborazione di LaClexidra di AFAD Srl, gioielleria di Verona che ci ha messo a disposizione sia la riedizione dell’A385 che il modello originale, un pezzo di storia dell’orologio con tutto il fascino del passato. Vediamo quindi come lo Zenith Chronomaster A385 Revival si misura con il suo predecessore.

Zenith Chronomaster A385 Revival vs Vintage: l’estetica

L’estetica è un campo in cui i due orologi, quello nuovo e il vintage, sono estremamente vicini. A differenza di altre riedizioni, che si limitano a imitare stilemi passati in chiave moderna, qui si fatica a distinguere con il solo uso della vista un orologio dall’altro. Il diametro della cassa, tallone d’Achille di molti orologi contemporanei che paiono pensati per polsi grossi come caviglie, qui è finalmente mantenuto negli esatti canoni degli anni Settanta: trentasette millimetri.

Un plauso merita il quadrante dello Zenith Chronomaster A385 Revival, che riesce ad essere un richiamo vintage senza però risultare “forzato”.

Zenith Chronomaster A385 Revival vs Vintage: i materiali

La differenza tra lo Zenith Chronomaster A385 Revival e il suo omologo vintage appare, qui, marcata. La tipica sensazione di solidità e “struttura” degli orologi moderni è ben percettibile nel nuovo Chronomaster. Lo Zenith vintage è ovviamente molto ben fatto, ma la differenza nella percezione di robustezza che danno i segnatempo contemporanei è qui particolarmente marcata. Un altro aspetto da considerare è il vetro. Nella sua versione vintage, il Primero monta un vetro plexi, facile da graffiare ma altrettanto semplice da sostituire con un ricambio poco costoso e di agevole installazione. Il moderno Zenith Chronomaster A385 Revival invece presenta un vetro zaffiro antigraffio che nell’uso quotidiano risulta più pratico, ma al momento della manutenzione richiede più attenzione, come tutti i vetri zaffiro, all’orologiaio che lo smonta.

Zenith Chronomaster A385 Revival vs Vintage: la meccanica

Sul movimento nulla da dire: si tratta in entrambi gli orologi dello Zenith El Primero 400, che da cinquant’anni continua a fare la storia dell’orologeria, ed è l’unico ancora in produzione dai tempi della grande corsa al cronografo automatico, nel 1969, nonostante l’interruzione della produzione seguita alla crisi del quarzo degli anni Settanta. Si tratta di un movimento che ha saputo resistere nel tempo e affermarsi come un riferimento del settore: la sua presenza nello Zenith Chronomaster A385 Revival non è solo un omaggio al passato, ma un pregio tecnico che vale a distinguere questo segnatempo dalla concorrenza. Nel caso dello Zenith Chronomaster A385 Revival, il fondello è stato realizzato in vetro: una scelta che certamente divide gli appassionati fra chi apprezza la possibilità di osservare il movimento e chi non dimentica che lo Zenith vintage, dotato di fondello in acciaio, risulta di più facile manutenzione e conserva 

Zenith Chronomaster A385 Revival vs Vintage: al polso

Indossando lo Zenith Chronomaster A385 Revival si ha la sensazione di indossare un orologio uscito dal passato. La differenza tra la versione vintage e la riedizione è nella sensazione complessiva di avere per le mani un oggetto più massiccio, realizzato con materiali più densi e quindi pesanti. Il confronto con la versione vintage non è però impari: il modello precedente, soprattutto se montato su cinturino, è altrettanto piacevole al polso. La differenza si sente soprattutto nel bracciale “a scala”: corretto filologicamente, perché riprende in maniera fedele l’estetica del predecessore, il moderno bracciale dello Zenith Chronomaster A385 Revival ha però dalla sua una costruzione più robusta e “sostanziosa” rispetto ai bracciali più leggeri del passato.

Zenith Chronomaster A385 Revival vs Vintage: conclusioni

Lo Zenith Chronomaster A385 Revival si presenta come un’ottima alternativa all’originale per gli amanti del vintage che non vogliono correre i rischi di acquistare un prodotto realizzato mezzo secolo fa. Un orologio nuovo, per sua natura, presenta movimento, guarnizioni, materiali perfettamente funzionali, mai utilizzati ed esenti da usura. Chi ha un approccio più “cauto” ed è disposto ad accettare di utilizzare i suoi orologi con maggiore attenzione, curando la regolare manutenzione – consigliabile in ogni caso, ma ancor più importante in orologi vetusti – potrà serenamente rivolgersi al vintage. In ogni caso, lo Zenith El Primero è sempre un bell’oggetto da avere al polso!

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