• + 39 366 875 7570
  • Assistenza Whatsapp
  • Registrati
  • Accedi
  •      简体中文EnglishFrançaisDeutschItalianoEspañol

Cinque domande a… X-Watch

Chronosect è sempre in prima linea quando si tratta di connettere i nostri Venditori Certificati con la clientela. Oggi siamo andati a intervistare X-Watch, un gioielliere di Trento.

Chi siete e da quanto tempo esercitate nel settore della gioielleria? Su quali marchi e modelli lavorate?

È dai primi anni Novanta che ci occupiamo di commercio di oggetti d’arte, gioielli, tappeti, antiquariato in genere a Trento. Da circa sette od otto anni invece siamo più concentrati sul settore puramente gioielliero e orologiero, perché è un tipo di mercato che continua ad andare piuttosto forte nonostante la crisi che ha invece coinvolto altri settori.

Seppur commerciante, sono anzitutto un appassionato. Vendo sentimenti, non solo merce. Io tratto il tipo di orologio che piace a me, non quello che viene richiesto dal mercato. Nei limiti ovviamente di quanto è possibile fare commercialmente parlando: devo comunque pagarmi le spese del negozio! Però il mio lavoro è basato sul vendere prodotti che anzitutto devono piacere a me. Mi concentro sopratutto su orologi di alta gamma, quindi Patek Philippe, Audemars Piguet, Vacheron Constantin e naturalmente i Rolex. Il mercato locale è analogo a quello nazionale: vanno molto di moda gli sportivi in acciaio, quindi il Nautilus, il Royal Oak, il Daytona. Per quanto riguarda i gioielli, lavoriamo soprattutto su bracciali tennis intorno ai cinquemila euro. Se capitano, trattiamo volentieri preziosi o anche capi particolari, come quelli di Louis Vuitton. Poi, quando posso occuparmi di orologi che amo particolarmente come i Vacheron Constantin, la soddisfazione è massima…

Vi è una tendenza, che emerge da altre interviste, alla tesaurizzazione anche dell’orologio usato, oltre che del nuovo. La riscontra anche lei, oppure la sua clientela continua come un tempo a comprare il secondo polso per usarlo e non per specularvi?

Il mercato dell’orologio usato è di respiro mondiale e le dinamiche che si vedono in un Paese le si vede anche in altri. Se vengono prodotti pochi pezzi, o comunque ne vengono prodotti in quantità non sufficiente a soddisfare la domanda, è naturale che ci si rivolga all’orologio usato. Acquistare un orologio usato oggi non significa fare una scelta rinunciataria: io preferisco infatti usare il termine “orologio da collezione“. Perché? Perché quando un orologio molto apprezzato esce di produzione, la domanda per quel modello non può più venire soddisfatta, e i prezzi cominciano a salire. Il vintage è per sua natura un bene disponibile in quantità finite, quindi se la domanda permane, il prezzo dell’orologio usato sale. Ecco il motivo per cui molti ormai considerano anche il secondo polso un orologio da investimento. Rolex, al pari di altri grandi marchi, ogni cinque anni circa rinnova i propri modelli: ecco che nascono continuamente “nuovi vintage”, che essendo fuori produzione divengono da collezione. È un fenomeno che probabilmente continuerà per molto tempo.

Ha parlato di mercato dell’orologio di respiro mondiale. C’è una forte domanda dei soliti sportivi Rolex ovunque o ci sono differenze nei vari mercati?

Io sono di origine persiana, quindi ho il piede in due staffe, per così dire: riesco a farmi un’idea del mercato non solo a livello italiano. Fino a 12-13 anni fa andavo in Iran e vedevo che i prezzi degli orologi Rolex erano più bassi che in Italia. Oggi hanno anche lì gli stessi prezzi che ci sono da noi, se non più alti: ormai, ovunque nel mondo, ci sono fasce sociali benestanti che percepiscono l’orologio di lusso, specialmente Rolex, come un investimento. Poi ci sono sicuramente delle differenze, anche dovute alla diversità culturale: in Medio Oriente sono più apprezzati gli orologi in oro giallo o in acciaio e oro, invece in Europa si preferiscono i modelli in acciaio. Queste variazioni derivano anche dal modo di vestire delle popolazioni: mentre in Occidente prevalgono le tinte neutre, in Oriente è normale vestirsi con toni sgargianti e indossare bracciali o collane in oro. Ecco che allora un orologio Rolex in oro non è più un tabù, anzi, diventa un completamento del proprio stile.

Ci racconti qualcosa del suo rapporto con i clienti e di come li ha accompagnati in questa crisi.

Le oscillazioni del mercato le hanno sentite tutti, sia perché non ci si può spostare sia perché la disponibilità economica cala. I prezzi a un certo punto sono scesi, ma si sono rapidamente ripresi, ormai siamo tornati ai livelli di un anno fa e la tendenza è alla risalita continua. Per noi il 2020 è stato un anno non privo di difficoltà. Il 2021 è segnato dall’incertezza, anche perché le decisioni governative, sia qui che all’estero, che vengono prese senza preavviso, non aiutano certo la gente a sentirsi tranquilla e fiduciosa nel futuro. Poi i discorsi andrebbero divisi per marchi e per fasce di prezzo, naturalmente. Comunque io sono ottimista di natura, altrimenti non starei a fare questo mestiere, pertanto sono fiducioso che i segnali di ripresa del mercato si consolidino nel corso dell’anno.

Ci racconti un episodio che descrive il suo modo di lavorare.

Il mio rapporto con i clienti è qualcosa che non è cambiato con la crisi.  Vendo sentimenti, non solo merce. Il mio lavoro è un piacere, oltre che un dovere. Mi capita spesso che arrivi un cliente cercando un orologio e che io gli mostri qualcos’altro, che gli stia meglio. Penso a un episodio recente: un cliente mi ha chiesto un Audemars Piguet e io, notando che non gli stava bene, gli ho consigliato un Hublot. Non sono un consulente finanziario, ma un appassionato che lavora spesso e volentieri col sentimento e col cuore: commercialmente magari converrebbe più essere “furbi”, ma quando il cliente ti ringrazia ed esce felice sono grandi soddisfazioni…

Potete contattare la gioielleria X-Watch di Trento cliccando qui.


Condividi articolo con: