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Prezzi Rolex: sono giustificati?

Dr. N

La crisi seguita alla diffusione del Coronavirus ha creato incertezza nei consumatori. Molti si chiedono se in questo momento un Rolex sia ancora una scelta valida per investire i propri risparmi. In questo articolo vedremo perché la risposta è affermativa: i Rolex sono ancora, e probabilmente rimarranno per il prossimo futuro, orologi in grado di mantenere il proprio valore nel tempo, come dimostra il fatto che durante la crisi del Coronavirus i prezzi Rolex sono rimasti invariati.

La crisi del Coronavirus e i prezzi Rolex

Iniziamo col dire che i prezzi dei Rolex sono rimasti, sostanzialmente, invariati durante tutta la crisi del Coronavirus. Questo sia per una questione di domanda stabile, che per un non ampliamento dell’offerta, come spiegato nei paragrafi sottostanti.

Vi sono inoltre ragioni per essere ottimisti riguardo al futuro. Il tasso di risparmio delle famiglie in USA è in forte rialzo, grazie agli stimoli della FED voluti da Trump. Per quanto riguarda il continente europeo, l’UE non ha ancora pubblicato i dati del primo trimestre, ma, via via che gli stimoli monetari arriveranno ai risparmiatori, come avverrà certamente in Germania e in Francia, è ragionevole attendersi un aumento del tasso di risparmio anche nell’Eurozona.

Perché è importante il tasso di risparmio? Perché nel contesto attuale, i tassi di interesse sono ormai negativi. La presenza di liquidità nel conto corrente e di tassi di interesse negativi stimola i risparmiatori a cercare strumenti adatti a conservare il valore del proprio denaro. Il mercato immobiliare, tradizionalmente destinazione della liquidità soprattutto in Italia, non necessariamente sarà in grado di fornire uno sbocco: gli alti tassi di disoccupazione, infatti, rendono difficile ricavare una rendita locando un immobile, senza contare che la paura di una patrimoniale sugli immobili stessi farà da ulteriore freno a investimenti nel settore. Il mercato obbligazionario potrebbe essere un modo per sfogare la liquidità, ma i rendimenti, oggi, sono bassi e destinati a scendere. Il mercato dell’oro, anche se mostra una tendenza al rialzo, è imprevedibile, come dimostra l’andamento durante il Coronavirus: molti esperti si attendevano di vederlo salire più in alto rispetto ai 50 € al grammo su cui si è attestato dopo un iniziale rialzo.

È dunque probabile che i prezzi dei Rolex, visti da molti come un investimento, non calino troppo. Probabilmente conterà anche la ripresa cinese: il gigante asiatico è stato il primo ad essere colpito dal Coronavirus, e il primo ad uscirne. Il calo del PIL cinese nei primi tre mesi dell’anno è stato del 6.8%, tutto sommato non eccessivo considerata la gravità della situazione. Gli analisti si attendono che il Paese del Dragone, nel 2020, cresca dell’1.8%: ricordiamo che si tratta pur sempre del Paese epicentro della pandemia, e che il fatto che sia prevista, complessivamente, una crescita per l’anno in corso, fa ben sperare per il futuro.

Rolex: la domanda

Non dobbiamo inoltre dimenticare che la struttura della ricchezza nel mondo è oggi molto diversa da come appariva qualche decennio fa. Le classi medie sono quelle che hanno subìto maggiormente la contrazione economica del 2008, non riuscendo mai realmente a recuperare il benessere pregresso: il coronavirus è stato solo l’ennesimo colpo, che ne ha aggravato ulteriormente la situazione, già compromessa dalla sostanziale fine, registrata dagli anni Novanta, del patto sociale che nel dopoguerra aveva garantito il benessere alle masse.

Per cinico che possa sembrare questo discorso, il Rolex non è più da molto tempo un orologio della classe medio-alta, bensì uno status symbol delle classi più elevate. Queste ultime sono quelle che hanno maggiormente beneficiato della crescita economica degli ultimi trent’anni. Le classi elevate sono le più vicine al mondo della finanza, e presumibilmente saranno loro a beneficiare della maggior parte degli stimoli monetari in arrivo, soprattutto nell’area UE. Verrà forse prevista qualche forma di assistenza a chi sta peggio, ma la parte maggiore della futura crescita, se quanto accaduto negli scorsi decenni ci è di lezione, si concentrerà nei  patrimoni dei più abbienti. Prova ne sia che, negli Stati Uniti, i già miliardari hanno visto incrementare la loro ricchezza del 10% durante la pandemia. È quindi da questa visione della realtà, suffragata da una fredda osservazione dei fatti economici, che dobbiamo partire per formulare ipotesi sull’andamento dei prezzi Rolex.

Rolex: l’offerta

L’altro lato dell’equazione dei prezzi, dopo la domanda, è naturalmente l’offerta. Questo aspetto in realtà è il più facile da analizzare, nel caso di Rolex, in quanto non riguarda una miriade di acquirenti dal comportamento imprevedibile, ma una sola realtà produttiva. Il comportamento passato di Rolex ci indica una strada molto chiara: la scelta di produrre meno orologi di quanti il mercato ne richieda, per conservare l’esclusività del prodotto, è stata perseguita da Rolex anche quando avrebbe avuto convenienza economica a fare diversamente. Sto parlando del taglio della produzione deciso nel 2018, quando pure il mercato era in piena espansione e la domanda estremamente forte. Aumentare le produzione allora avrebbe comportato per Rolex un aumento di ricavi senza particolari effetti negativi sull’esclusività percepita dei suoi orologi, in quanto la produzione sarebbe stata comunque assorbita dal mercato. Possiamo ragionevolmente supporre che la presente crisi verrà parimenti affrontata da Rolex guardando al lungo termine ed evitando di svilire il suo marchio producendo più di quanto il mercato richieda. Se questo dovesse significare trattenere in magazzino gli orologi prodotti – ipotesi comunque piuttosto estrema -, non sarebbe poi un gran problema per Rolex. L’azienda ha accumulato grandi margini di profitto in passato, ed ha la cassa per far fronte ad eventuali emergenze. Inoltre, non essendo la società quotata in Borsa, non deve far fronte alle pressioni degli azionisti di distribuire utili o di far salire il valore delle azioni: Rolex può perseguire, come azienda, la politica industriale che meglio crede. La politica industriale scelta da Rolex è quella di preservare il valore del marchio: e non si vede ragione perché questo debba cambiare.

Prezzi Rolex: conclusioni

Il quadro tracciato fa dunque pensare che i prezzi Rolex nel prossimo futuro non caleranno, anzi: i Rolex continuano ad essere visti come un investimento sicuro, sia per il forte interesse che destano come prodotto nei mercati più diversi, sia per la politica della Casa produttrice di mantenere bassi i volumi di produzione.

Un orologio Rolex, nuovo o usato, continua quindi ad apparire come un modo valido per investire i propri risparmi, come è stato finora, nonostante il Coronavirus.

Disclaimer

Il presente articolo è scritto a solo scopo informativo e non è rivolto a fornire consigli finanziari o di investimento. Rivolgetevi sempre a soggetti competenti per i vostri investimenti. Si declina ogni responsabilità relativa ai consigli di investimento che il lettore possa voler trarre da questo articolo. Le informazioni qui contenute non devono essere considerate una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento, né raccomandazioni personalizzate ai sensi del Testo Unico della Finanza, trattandosi unicamente di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto.

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