Patek Philippe Calatrava

Dr. N

Patek Philippe Calatrava: una storia di bellezza

Il Patek Philippe Calatrava è uno degli orologi più belli che siano mai stati realizzati. Rappresenta forse la più riuscita interpretazione del concetto di orologio elegante di lusso. Dopo quasi novant’anni, le sue linee senza tempo rimangono sostanzialmente inalterate, e continua a mietere consensi in ogni parte del mondo. In questo articolo scopriremo come è nato il Calatrava, e come è arrivato fino a noi.

La nascita di un’icona

Il Patek Philippe Calatrava nasce nel 1932. È un anno di grandi cambiamenti, per l’azienda orologiera più prestigiosa del mondo: le sue quote societarie sono appena state rilevate da una famiglia di fornitori di quadranti, gli Stern, che da tempo collaborano con Patek Philippe. Per assurdo che possa sembrare oggigiorno, la Patek, Philippe & Cie -come l’azienda è nota in quell’epoca- all’inizio degli anni Trenta si trova sull’orlo del fallimento. La crisi del ’29 non l’ha risparmiata, e i nuovi proprietari devono trovare il modo di rivitalizzare le vendite. Entra allora in gioco il disegnatore britannico David Penney. Questi viene incaricato di realizzare un orologio al passo coi tempi, che risvegli l’attenzione degli appassionati e di chi fino ad allora non aveva mai pensato di acquistare un raffinato Patek Philippe. L’orologio deve però essere all’altezza della tradizione di qualità ed eleganza della Manifattura.

Le linee del Calatrava prendono spunto dalla scuola stilistica allora più in voga, e che ha avuto un’influenza vastissima nel disegno industriale moderno. Parliamo del Bauhaus, nato in Germania, che si basa sul principio secondo cui la forma deve seguire la funzione. Ecco allora un orologio dalla cassa tonda, perché tondo è anche il movimento alloggiato nella cassa. La funzione dell’orologio è di mostrare l’ora: quindi lancette a punta e indici applicati in rilievo sul quadrante, che assicurano eleganza e massima leggibilità. L’orologio deve stare al polso: e allora si introducono delle anse che, anziché essere dei semplici supporti saldati sulla cassa. sono integrate alla cassa e scendono affusolate per avvolgere il polso, garantendo al Calatrava una vestibilità eccezionale.

Molte delle caratteristiche del Calatrava sono poi riprese dal resto dell’industria orologiera, tanto che oggi è raro trovare un orologio da polso con le anse applicate alla cassa anziché integrate: eppure, quando nasce il Calatrava, le anse integrate sono l’eccezione…

Il successo

Gli anni Trenta sono un’epoca in cui l’orologio da polso è ancora una novità. Introdotto al grande pubblico nelle trincee della prima guerra mondiale, viene poi utilizzato da aviatori e piloti, che necessitano di un modo più pratico per rilevare lo scorrere del tempo rispetto al tirar fuori dal panciotto un orologio da taschino. Il Calatrava è l’orologio giusto al momento giusto. Elegante, raffinato, leggibile e pulito nelle linee, viene apprezzato a tal punto dal pubblico che il modello originale, la referenza 96, resta in produzione per ben quarant’anni. L’azienda è salva, e può continuare ad affascinare appassionati e collezionisti di tutto il mondo.

Il primo Calatrava viene prodotto con casse in vari metalli: persino in acciaio. Può sembrare strano per un orologio di lusso degli anni Trenta, ma l’idea intorno a cui nasce il Calatrava è che debba essere un orologio adatto ad ogni circostanza: ecco che la cassa in acciaio viene utilizzata per dare maggior robustezza, per gli impieghi in cui questa sia necessaria. Ironicamente, questi modelli “popolari” sono, grazie alla loro rarità, i più ricercati dai collezionisti…

Il Calatrava oggi

Se la versione originaria del Patek Philippe Calatrava ha un difetto, è la piccola dimensione della cassa: solo 31 millimetri. Anche per gli standard di allora, è notevolmente compatta. Patek Philippe presenta quasi subito una variante, la ref. 570, che conserva le linee del Calatrava, ma con diametro maggiorato a 35,5 mm: è apprezzatissima.

Una innovazione fondamentale arriva nel 1953, con la referenza 2526: è ad un Calatrava che tocca l’onore di essere il primo Patek Philippe a carica automatica. Si tratta di un orologio eccezionale per l’epoca: in un diametro di 36 mm riesce a contenere un innovativo movimento automatico dall’altissima precisione -si parla allora di un secondo al giorno-. Introduce anche una lunetta più smussata, diversa da quella piatta del modello originario.

Nel 1973, viene introdotto un modello di Calatrava completamente diverso, con anse più dritte e lunetta lavorata a guilloche con motivo “Clous de Paris”. Anche questa innovazione viene apprezzata, tanto che i discendenti di questo modello sono ancora in produzione.

Oggi, l’eredità del Calatrava viene portata avanti da numerosi modelli, con e senza data, con lunetta liscia o lavorata “Clous de Paris”, in oro giallo, rosa e bianco. Tutti hanno però in comune la cura del dettaglio e l’eleganza di Patek Philippe.

Concludiamo con una piccola curiosità: il nome “Calatrava” viene dai Cavalieri di Calatrava. Sono un ordine cavalleresco medievale, che nel XII secolo difende l’omonima fortezza in Spagna dall’attacco dei Mori. Il loro simbolo è la Croce di Calatrava, che Patek Philippe ha scelto di associare al suo marchio sin dalla seconda metà dell’Ottocento: il fatto che, nel 1932, sia stato scelto, per il nuovo orologio della maison, proprio un nome di tale importanza per l’azienda, ci fa capire quanto questo modello si possa considerare come il cuore della produzione Patek.

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