OROLOGI E RIPRESA

Orologi e investimenti

Nel precedente articolo abbiamo trattato la questione di come mettere al riparo i propri risparmi durante una tempesta finanziaria grazie a beni rifugio come gli orologi.

In questa sede, vedremo come investire in orologi possa essere non solo una scelta volta a conservare la ricchezza, bensì pure un modo per incrementarla, anche in tempi di crisi.

Patek Philippe Tiffany

Il valore degli orologi: domanda e offerta

Come tutti i beni, gli orologi di lusso hanno un prezzo che dipende dall’incontro tra domanda e offerta. È quindi necessario, per valutare il possibile andamento di questo mercato, ponderare ambo le variabili.

L’offerta

Dal lato dell’offerta, si può affermare che le principali aziende orologiere non hanno intenzione di ripetere gli errori del passato: i numeri delle produzioni, soprattutto per le maison più prestigiose, resteranno presumibilmente su livelli contenuti.

Rolex, ad esempio, negli ultimi anni ha perseguito una politica di progressivo contenimento della produzione, al fine di preservare il valore di mercato dei propri orologi: questa, unitamente alla forte domanda da parte dei Paesi emergenti, è una delle ragioni degli incrementi di prezzo visti negli ultimi anni nella gamma Rolex. La domanda attualmente si è contratta, a cagione della crisi in corso, ma è ragionevole attendersi un nuovo irrobustimento in futuro, non appena la situazione tornerà alla normalità.

Tiffany

Un ambito forse di nicchia, ma di grandi potenzialità, è quello degli orologi realizzati da grandi Case come Patek Philippe o Rolex in collaborazione con la nota catena di gioiellerie Tiffany. Quest’ultima, lo scorso novembre, è stata rilevata dal gruppo LVMH per un controvalore di 16 miliardi di dollari. Il gruppo LVMH è attivo in ambito orologiero con i marchi Bulgari, Hublot, Tag Heuer e Zenith. È regionevole ipotizzare che, tra le ragioni che hanno spinto la multinazionale del lusso ad acquisire Tiffany, vi sia quella di sviluppare sinergie fra le proprie controllate. Anche se non vi sono ancora stati annunci ufficiali in tal senso, diversi operatori del settore non escludono una cessazione delle collaborazioni in essere fra Tiffany ed i marchi orologieri esterni al gruppo LVMH, a favore delle maison “alleate”.

Patek Philippe Tiffany

La conseguenza naturale di una tale, probabile, cessazione della cooperazione tra Tiffany e varie case orologiere sarebbe una riduzione della disponibilità degli orologi marchiati Tiffany. Modelli realizzati da Case prestigiose quali Rolex e Patek Philippe vedrebbero quindi una immediata risalita del proprio valore collezionistico, in ragione appunto della rarefazione della disponibilità sul mercato di questi modelli.

La domanda

Per quanto riguarda la domanda, il discorso è articolato, e lascia ampio spazio ad un cauto ottimismo.

Inutile negare che la crisi da coronavirus incide profondamente sulle nostre esistenze, e sulla nostra economia. È però altrettanto inutile, se non dannoso, assumere un’atteggiamento apocalittico. Il mondo si riprenderà da questa crisi come ha fatto altre volte. Chi vuole guardare al futuro, non può lasciarsi travolgere dalla difficoltà del momento, né cedere alla tentazione del cupio dissolvi.

Ci sono numerosi buoni segnali nel campo orologiero.

Innanzitutto, multiple notizie positive giungono dal mondo delle aste. Una precisazione: le aste hanno, nell’orologeria di lusso, la funzione di indicatori dello stato di salute del mercato. Se gli orologi vengono aggiudicati, significa che c’è domanda. Ebbene, una rapida occhiata ai principali siti del settore ci conferma che non solo il mercato tiene, ma alcuni modelli si vendono ampiamente sopra il prezzo di stima. Questo vale in particolar modo per due grandi marchi, Rolex e Patek Philippe.

Patek Philippe Tiffany

La buona salute del mercato orologiero è dimostrata anche dall’esistenza di fondi di investimento dedicati ad esso. Vi sono infatti veicoli finanziari che consentono di sfruttare le ottime prestazioni dei prezzi degli orologi. Non c’è da stupirsi che un mercato da 25 miliardi di euro, di cui un quinto è composto solo da cinque marchi (Patek Philippe, Rolex, Omega, Audemars Piguet, Cartier). Questi fondi arrivano ad avere il 15% di rendimento annuo: questo ci indica come i prezzi degli orologi di prestigio continuino a crescere.

Le misure monetarie e fiscali attualmente in essere

Non dobbiamo inoltre perdere di vista il quadro macroeconomico. Le recenti misure monetarie di stimolo varate dalle banche centrali di tutto il mondo, ammontanti complessivamente a trilioni di dollari, verranno, come accaduto in passato, in gran parte dirette verso le rendite finanziarie. Questo significa che i soggetti già abbienti ne beneficieranno maggiormente rispetto alla generalità della popolazione. Ci si scusa qui per il crudo cinismo del nostro discorrere, ma l’attuale assetto economico dell’Occidente è questo: prima la finanza, poi l’economia reale. I soggetti che quindi beneficieranno maggiormente degli stimoli, dicevamo, sono persone estremamente benestanti e che per ciò stesso, sovente figurano tra gli acquirenti di orologi di pregio. È pertanto ragionevole trarne la supposizione che in futuro la domanda degli orologi di prestigio resterà sostenuta, mentre per i modelli “meno elitari” potranno esservi cali di richiesta. È a tutti evidente come questo possa incidere sui prezzi del mercato orologiero.

Se viceversa si dovesse assistere ad un ritorno degli stimoli fiscali di carattere keynesiano, oltre che di quelli meramente monetari, allora potremmo vedere un apprezzamento generalizzato di tutti gli orologi, conseguenza dell’innalzamento del tenore di vita dell’intera popolazione. Purtroppo, questa non appare una via tanto probabile quanto la precedente.

Conclusioni

In sintesi, chi è interessato ad investire in orologi farebbe bene a tenere sotto controllo le quotazioni dei marchi e dei modelli di elevato prestigio, in attesa di capire se e quando il mercato di livello medio e medio-alto si riprenderà dalla crisi.

Ricordiamoci infine che non esiste solo l’Italia: la Cina intende mostrare al mondo la sua forza nel superare la crisi, e non mancherà di stimolare il proprio mercato interno, al fine di rendersi più autonoma dal mercato di consumo americano, principale destinatario delle esportazioni cinesi sino ad ora. La Germania, la Gran Bretagna e l’America stanno lanciando stimoli all’economia senza precedenti. Il mercato dell’orologio di lusso è, e resterà, globale.

 

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