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Orologi, bene rifugio

Dr. N

Il tempo della crisi – Gli orologi come bene rifugio

L’avvento della pandemia da coronavirus ha indotto un’ondata di panico nei mercati finanziari. Tra il venti di febbraio e il venti di marzo, il Dow Jones, indice che misura l’andamento in Borsa delle 30 principali realtà quotate statunitensi, ha perso oltre un terzo del proprio valore. Il FTSE MIB, che misura l’andamento della Borsa italiana, nello stesso periodo è crollato del quaranta per cento.

Questo significa che l’economia americana si è contratta del trenta per cento in un mese, e quella italiana del quaranta per cento? No.

Chi acquista le azioni, lo fa con l’aspettativa di poterle rivendere ad un prezzo più alto. Quando avviene un evento negativo, come una riduzione della produzione dovuta ad aumento improvviso del prezzo del petrolio come nel 1973, o, come nel nostro caso, un’epidemia che rallenta o ferma diversi settori della vita economica, è normale che chi detiene azioni sia preso dal panico e le ceda all’improvviso. Non solo perché le aziende che hanno emesso le azioni perdono, in prospettiva, la capacità i generare reddito -e quindi dividendi-, ma soprattutto perché ci si aspetta che tutti gli altri detentori di azioni vendano,e si cerca di vendere prima degli altri, per limitare le perdite.

Quindi un crollo dei mercati finanziari è un problema, anche serio, ma non implica il collasso di un’intera economia. Né coinvolge necessariamente tutti i beni non finanziari.

I beni rifugio

Beni Rifugio

I cosiddetti beni rifugio sono una serie di beni materiali e tangibili che tendono a conservare il proprio valore nei momenti di crisi.

Si dividono in beni immobili e beni mobili.

Nella prima categoria rientrano case e terreni: la saggezza popolare ricorda che “la terra non si fabbrica”, e non è quindi soggetta a inflazione. Tuttavia, gli immobili possono perdere parte del proprio valore, come accadde quando il governo Monti impose una tassa patrimoniale (la nota IMU) sugli immobili italiani per finanziare il Fondo Salva Stati europeo. Questo comportò un calo del prezzo degli immobili degli italiani: infatti, un cespite che è soggetto ad una tassazione diventa meno appetibile, essendo in qualche misura assimilabile ad un patrimonio avente rendimento negativo.

Il denaro

Passando ai beni mobili, il primo che viene in mente quando si parla di ricchezza è la liquidità, il contante, tanto è vero che sovente lo si considera sinonimo della ricchezza stessa.

Vantaggi del denaro contante:

  • È immediatamente utilizzabile per acquistare beni e servizi di ogni genere, in Italia ed all’estero.
  • Consente di diversificare, scegliendo di investire sia in valuta locale che in valute estere.

Svantaggi:

  • La valuta è soggetta al rischio di ridenominazione nel caso di uscita dall’euro, ipotesi non più così remota quanto un tempo. Questo problema riguarda sia il contante che quanto detenuto nel conto corrente.
  • Le tentazioni della politica di restringere il limite di utilizzo dei contanti, rende meno agevole l’impiego di quantità rilevanti di valuta, se detenuta materialmente in forma di cartamoneta.
  • Il rischio, sempre più attuale, di prelievi patrimoniali dai conti correnti o di difficoltà delle banche non rende del tutto sicuri i risparmi. Da un punto di vista giuridico, il denaro depositato in banca è di proprietà della banca, che si impegna a corrisponderne l’equivalente al correntista: con la disciplina detta del bail-in, i correntisti con più di 100.000€ sul conto possono essere coinvolti dalla crisi dell’istituto di credito.
  • Il rischio inflazione è sempre presente, in misura diversa a seconda delle valute.

I beni di lusso

Oltre al denaro contante, la ricchezza mobiliare viene da sempre conservata sotto forma di beni c.d. di lusso.

Tra questi, possiamo distinguere tra:

  • Oro e gemme
  • Orologi e gioielli
  • Altri beni

Oro e gemme

Oro e gemme sono oggetti trovati in natura che, data la loro naturale scarsità e l’appetibilità da parte di numerosi compratori, da tempo immemore rivestono il ruolo di beni rifugio.

Le gemme sono caratterizzate da una notevole differenziazione in tipi, e non sono agevolmente rivendibili quanto l’oro; di contro, esse consentono -soprattutto i diamanti- di immagazzinare valore in spazi estremamente ridotti.

L’oro è da sempre la riserva di valore per eccellenza. Le stesse Banche Centrali conservano grandi quantità di ricchezza in forma aurea, con lo scopo di garantire la stabilità delle valute da loro emesse. Questa sua desiderabilità però ha reso l’oro oggetto di speculazione, tanto che risulta molto difficile dire se oggi l’oro sia sotto o sopravvalutato rispetto al suo reale valore. Tra l’estate e l’inverno del 2019, l’oro è passato da 35 a 45 euro al grammo, quindi si potrebbe dire che ora è sopravvalutato; ma è anche vero che, se lo compariamo con l’enorme massa monetaria creata dal nulla dalle banche centrali negli ultimi due-tre decenni (parliamo di trilioni, ossia migliaia di miliardi), si potrebbe sostenere il contrario, ossia che l’oro non sia cresciuto abbastanza rispetto alla cartamoneta

Orologi e gioielli

Rolex Daytona bene rifugio

Orologi e gioielli si sono imposti come beni rifugio nel corso dell’ultimo secolo.

Il prezzo dei gioielli dipende dalla raffinatezza della lavorazione, non solo dalla quantità e qualità di materiale prezioso impiegato: questo li rende un mezzo più compatto e discreto di oro e gemme di conservare il valore, ma meno agevoli nella rivendita.

Pur non potendo vantare la “longevità” dell’oro o dei diamanti come beni rifugio, gli orologi sono probabilmente uno degli strumenti di risparmio più interessanti sul mercato.

I vantaggi degli orologi sono evidenti:

  • Attirano meno l’attenzione rispetto ai contanti o all’oro. Un orologio permette di trasportare, sotto il polsino di una camicia, decine o centinaia di migliaia di euro, senza venire notati dai malintenzionati: alcuni marchi sono più noti di altri, ma già passare, ad esempio, da un Rolex ad un Audemars Piguet consente di immagazzinare valore con molta più discrezione.
  • Sono, salvo alcune ricadute temporanee in periodo di crisi, ricadute che nel giro di pochi mesi vengono comunque recuperate, un bene che conserva bene il proprio valore. Anzi, nel caso dei marchi più prestigiosi (Patek Philippe, Audemars Piguet, Rolex ed altri) il valore aumenta nel tempo.

È consigliabile rivolgersi a soggetti esperti per acquistare un orologio di valore. Oltre all’ovvio rischio dei falsi, che coinvolge anche altre forme di beni rifugio (pensiamo ai diamanti), è importante cautelarsi acquistando un orologio che garantisca di mantenere, e possibilmente incrementare, il suo valore nel tempo. Se si decide di rivolgersi al mercato del vintage, che soprattutto con le maison più prestigiose risulta talora ancor più esclusivo rispetto al nuovo -vi sono orologi molto richiesti, ormai fuori produzione da molto tempo, il cui numero quindi non può aumentare-, è da ricordare che solo un venditore qualificato può aiutare a valutare con attenzione le condizioni di conservazione dell’orologio.

Le quotazioni degli orologi: l’esempio di Rolex

Il sito Business Insider, usando come fonte il sito A Blog To Watch e il sito Atelier de Griff riportano due interessanti grafici, che mostrano l’andamento dei prezzi di Rolex negli ultimi decenni.

Il primo di questi grafici ci mostra il prezzo del Rolex Submariner senza data, nelle sue varie versioni succedutesi nel tempo (5513, 14060 e 114060).

Il prezzo marcato dalla linea nera è quello nominale, misurato in dollari americani (fonte: a blog to watch)

Il prezzo indicato dalla linea rossa è sempre in dollari americani, ma depurato dall’inflazione. È possibile notare come la sua crescita sia molto più graduale e moderata.

Questi grafici ci indicano che il Rolex Submariner senza data, un classico della Casa fondata da Hans Wilsdorf, ha conservato il suo valore battendo l’inflazione, e oltre a questo, lo ha incrementato nel corso del tempo, ad un ritmo moderato ma costante.

Il secondo grafico, non aggiustato per l’inflazione, ci mostra l’andamento dei prezzi -sempre in dollari- di vari modelli Rolex. Salta subito all’occhio come il modello che ha aumentato maggiormente le proprie quotazioni tra quelli considerati sia il Daytona in acciaio.

 

Conclusioni

Un investitore prudente dovrebbe sempre diversificare, per essere sicuro di non vedere compromessi i propri risparmi da un singolo investimento sbagliato. La soluzione più ragionevole appare essere quella di investire i propri risparmi in beni che storicamente mantengono il proprio valore: almeno un immobile di abitazione, una certa liquidità per le spese ordinarie, e poi un portafoglio bilanciato di oro e orologi di prestigio. In questo modo, è possibile proteggere il proprio patrimonio dalle crisi.

Una considerazione finale: la presente crisi indotta dal Coronavirus è una crisi di produzione, dal lato dell’offerta, e di consumi, dal lato della domanda. Le fabbriche non producono, e i consumatori non hanno reddito. È quindi ragionevole attendersi misure di sostegno al reddito da un lato, e di sostegno alla produzione – sussidi, nazionalizzazioni – dall’altro. Entrambe queste politiche introducono notevoli quantità di liquidità nell’economia, portando presumibilmente ad una qualche forma di inflazione -soprattutto quando, a crisi superata, i salari prenderanno a crescere a causa dei suddetti sostegni al reddito, e alle politiche keynesiane di piena occupazione che si renderanno necessarie -. L’investitore accorto si guarderà quindi intorno durante questa fase di crisi acuta, cercando di acquistare beni rifugio a prezzi accessibili, mettendo quindi al riparo il proprio denaro dalla probabile inflazione a venire.

Sarebbe anche buona norma valutare la differenza tra prezzi di listino e prezzi effettivi degli orologi. Soprattutto in ambito Rolex, vi è stata di recente una crescita del prezzo di alcuni modelli al di sopra delle quotazioni di listino: con questa crisi, è probabile che i due prezzi si riallineino, offrendo interessanti opportunità. Non dimentichiamo che il motore della crescita dei prezzi negli ultimi anni è stata la Cina, e che il gigante asiatico sta già lasciandosi alle spalle la fase più acuta dell’influenza: è ragionevole ipotizzare che tornerà a comprare, facendo risalire i prezzi, nei prossimi tempi.

Disclaimer

Il presente articolo è scritto a solo scopo informativo e non è rivolto a fornire consigli finanziari o di investimento. Rivolgetevi sempre a soggetti competenti per i vostri investimenti. Si declina ogni responsabilità relativa ai consigli di investimento che il lettore possa voler trarre da questo articolo. Le informazioni qui contenute non devono essere considerate una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento, né raccomandazioni personalizzate ai sensi del Testo Unico della Finanza, trattandosi unicamente di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto.

 


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