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Orologi e sostenibilità – parte prima

Come in moltissimi altri campi dell’attività umana, anche l’orologeria è stata investita dalla moda del momento, quella del green. L’ecologia pare essere un mantra anche per le Maison orologiere, le quali fanno a gara tra loro per apparire conformi a parole d’ordine come sostenibilità, rinnovabilità e consimili.

Ma si tratta solo di parole? O c’è di più? Scopriamolo assieme.

Il green in orologeria: ha senso economico?

Un orologio di lusso, per sua natura, non risente particolarmente del costo delle materie prime. Prendiamo il caso di un Rolex in oro giallo, il Day-Date con bracciale President, contenente 174 grammi d’oro. Con i prezzi dell’oro di due anni fa, approvvigionare la materia prima per un Day-Date costava a Rolex circa 7’800 euro. Ai prezzi attuali, il costo è di 9’900 euro. Un migliaio di euro di differenza può sembrare molto, ma quando si consideri che la referenza 228238 di Rolex costa a listino 35’900 euro, si comprende come il costo della materia prima sia poco rilevante per un orologio di lusso.

Per l’acciaio, chiaramente, non è nemmeno il caso di discutere dell’incidenza del costo di una lega tanto economica sul prezzo del prodotto finito, nemmeno nel caso di orologi economici. Pertanto, la scelta di impiegare materiale riciclato o di provenienza etica non può essere dovuta alla necessità di ridurre i costi di approvvigionamento.

Il green in orologeria: ha senso commerciale?

Il green in orologeria, come intuibile, non nasce da necessità di vendita del prodotto. I consumatori che acquistano un orologio di lusso lo fanno, per lo più, senza nemmeno aver mai visto come è fatto all’interno. Certo, esistono gli appassionati, ma sono una minoranza: la gran parte della clientela è interessata a investire in un prodotto che conservi il valore e, naturalmente, all’aspetto sociale del prodotto: si desidera quel che si percepisce essere un oggetto desiderato da molti altri.

Quanti acquistano un Rolex Daytona senza averlo nemmeno confrontato con gli – ottimi, senza nulla togliere al modello con la Corona – cronografi della concorrenza? La gran parte delle persone disposte a spendere cifre pari al doppio o al triplo del listino per un orologio non conosce nemmeno la referenza del movimento da cui il segnatempo stesso è mosso. Difficile pensare che acquirenti con simili priorità si preoccupino della provenienza delle materie prime con cui è costruito un orologio.

Il green in orologeria: perché?

Nel seguito di questo articolo, cercheremo di comprendere se il green, in orologeria, ha quantomeno un senso etico e ambientale, acclarato che dal punto di vista delle vendite è molto più importante – per fortuna dei consumatori! – la reputazione del Marchio come produttore di beni di qualità. Reputazione che case come Rolex, Omega, Patek Philippe, Audemars Piguet, hanno saputo, saggiamente, coltivare nel tempo: al di là delle mode come l’ecologismo.

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