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Lo svegliarino

Dr. N

Prima dell’invenzione degli orologi dotati di allarme digitale, avvenuta alla fine degli anni Settanta, in tutto il globo è molto diffuso un tipo di orologio oggigiorno praticamente scomparso: lo svegliarino meccanico.

Lo svegliarino, utilizzato da politici, uomini d’affari e viaggiatori, è uno strumento che per decenni ha scandito la vita quotidiana di milioni di persone in tutto il mondo. Scopriamo assieme la storia di questi utilissimi orologi oggi quasi dimenticati.

Le origini dello svegliarino

Il concetto di orologio che segna acusticamente lo scorrere del tempo risale al Basso Medioevo, quando i monaci costruiscono degli orologi da torre in grado di suonare ad intervalli predefiniti, con l’obiettivo di scandire gli orari delle preghiere. Il passo successivo è la realizzazione delle sveglie da tavolo, orologi meccanici dotati di martelletto e campanellino concepite per essere abbastanza sonore da svegliare l’utilizzatore al mattino. Queste ultime si diffondono a partire dal sedicesimo secolo, diventando presto indispensabili al punto tale che, nel 1601, la Corporazione Orologiera di Ginevra richiede a chiunque voglia conseguire la certificazione di maestro orologiaio di essere in grado di produrre un “piccolo orologio con allarme mattutino”.

L’epoca d’oro degli svegliarini

Il processo di miniaturizzazione prosegue fino a creare le sveglie da viaggio, strumenti sufficientemente compatti da poter essere portati in tasca, spesso dotati di un supporto pieghevole per poggiarli sul comodino. Il mercato di questi oggetti è in continua espansione, grazie alla diffusione delle ferrovie: diventa essenziale, per un viaggiatore, disporre di uno strumento che gli ricordi di non perdere la coincidenza, o di farsi trovare pronto al mattino successivo in tempo per il treno di ritorno.

Il ben conservato esemplare in foto illustra lo stato dell’arte delle svegliette da viaggio all’apice del loro sviluppo. Si tratta di una sveglia Jaeger-LeCoultre di dimensioni estremamente compatte, poco più grande di una moneta, in grado di entrare comodamente anche nel più risicato dei taschini. È provvista di due corone, una per la carica e la regolazione dell’ora – e, in questo esemplare, della data – ed un’altra per la carica e la regolazione della sveglia. In ossequio alle necessità del viaggiatore, è provvista di un attacco per la catenella, utile per evitare al viaggiatore stanco e distratto di farla cadere mentre consulta l’ora, e di un coperchio mobile, che in posizione chiusa protegge il quadrante, mentre in posizione aperta funge da sostegno per tenere in posizione eretta la sveglia, magari sul comodino di qualche stanza d’albergo, posata in attesa di ridestare il proprietario al mattino seguente per rimetterlo in viaggio.

Sul quadrante è visibile, oltre alle consuete sfere di ore, minuti e secondi, un triangolino, qui puntato poco dopo le 12. È l’indicatore della sveglia, e ci informa che l’orologio suonerà circa dodici minuti dopo mezzogiorno: le tacchette suddividono ogni ora in cinque parti da dodici minuti ciascuna. Scrivendo questo articolo la sveglietta ha suonato, e possiamo testimoniare che il tintinno, dal timbro niente affatto spiacevole, ha certamente una sonorità sufficiente allo scopo per cui è concepita la sveglia: ancor meglio se l’orologio è poggiato su una superficie solida, come un tavolo, che riflette ed amplifica il trillo. Quando la lancetta delle ore sormonta il triangolino della sveglia, si attiva un martelletto che percuote un perno, solidale al fondello. Il fondello, in un orologio dotato di svegliarino, è a pressione, non a vite, perché deve essere montato sempre nella stessa posizione, così da presentare il perno nella collocazione corretta affinché non causi danni al movimento e il martelletto possa colpirlo. Qui sotto, il fondello della sveglia con evidenziazione del punto in cui il perno è connesso al fondello.

Fa eccezione alla regola del fondello a pressione il Poljot qui sotto. Questo, essendo di realizzazione sovietica, adotta la soluzione del fondello in due pezzi, con un anello a vite che comprime il fondello vero e proprio. Questa soluzione permette di coniugare la tenuta del fondello a vite con la costanza di posizionamento necessaria per collocare correttamente il perno di battuta: l’innesto di questo nel fondello è evidenziato dalla freccia rossa nella foto sotto. Per il resto, questo orologio sovietico si presenta di fattura analoga ai suoi omologhi occidentali, con doppia corona di carica e di regolazione e un indicatore della sveglia a lancetta.

Quando la lancetta delle ore sormonta quella della sveglia, scatta un martelletto, alimentato da un suo proprio bariletto in precedenza caricato dall’utente mediante la seconda corona dell’orologio. La percussione produce, come detto, un trillo sufficiente a svegliare un dormiente: questo avviene grazie alla conformazione della cassa, studiata appositamente per amplificare la sonorità di questi strumenti.

Possiamo dire che l’epoca d’oro degli svegliarini si ha tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta. Il primo orologio da polso dotato di funzione sveglia è il Vulcain Cricket, presentato al pubblico nel 1947, e subito apprezzato da clienti di tutto il mondo, i più famosi dei quali sono nientemeno che i Presidenti degli Stati Uniti. Questi, a partire da Truman, iniziano ad utilizzare quotidianamente il Cricket per tener traccia dei propri appuntamenti e impegni nel corso della giornata. Un collaboratore del Presidente Eisenhower ricorda che “Ike”, non amando per nulla le lunghe riunioni coi suoi collaboratori, imposta volutamente il suo Vulcain per farlo suonare nel bel mezzo dei poco graditi incontri, dai quali si defila adducendo a pretesto impegni improrogabili, che si rivelano regolarmente essere costituiti dall’ennesima partita a golf: sport di cui quel Presidente è notoriamente appassionato giocatore.

Il Vulcain Cricket è certamente il più celebre e diffuso tra gli orologi da polso dotati di svegliarino. Il suo nome viene scelto perché indica in inglese il grillo, insetto il cui richiamo ha un suono simile al trillo del Vulcain. La sua popolarità rimane inalterata fino agli anni Settanta, quando la Crisi del Quarzo si manifesta con particolare gravità in questo settore. I nuovi orologi a batteria sono infatti dotati della possibilità di impostare allarmi multipli nel corso della giornata, costano pochissimo e sono più precisi di qualunque orologio meccanico. Nonostante i tentativi dei produttori di rendere più appetibile lo svegliarino, dotandolo di funzioni aggiuntive o irrobustendolo fino a raggiungere l’impermeabilità, questi affascinanti strumenti sono tra gli orologi meccanici che più hanno risentito del calo di popolarità dovuto alla Crisi del Quarzo.

Lo svegliarino oggi

Lo svegliarino meccanico è un orologio che oggi può sembrare superato. Se lo guardiamo dal punto di vista dell’utilità concreta, esso è stato certamente surclassato dai più economici e funzionali orologi digitali, ancor più di quanto accaduto con gli altri tipi di orologio meccanico: meccanismi in grado di suonare più volte al giorno in orari impostabili tutti insieme ad inizio giornata, o addirittura in grado di scattare a distanza di giorni, sono difficilmente concepibili, e sarebbero economicamente inarrivabili.

C’è però da considerare che gli orologi meccanici con svegliarino sono in grado come pochi di riportare la mente al passato, per non parlare dell’effetto che fanno se utilizzati, come usava Eisenhower, per interrompere una tediosa riunione: chi scrive ha personalmente effettuato questa prova, ricavando discreta soddisfazione dagli sguardi sconcertati degli astanti. È possibile, per l’appassionato d’oggi, acquistare un orologio dotato di funzione svegliarino a prezzi contenuti rispetto ad altre complicazioni più note. Togliendosi così la soddisfazione di possedere un pezzo di passato che riscuote la sorpresa degli amici e l’ammirazione degli intenditori, magari anche più di altri orologi vintage più gettonati e per questo meno “sorprendenti”.

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