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La lunga storia di Seiko

Dr. N

Seiko, la storia che non ti aspetti

Seiko è un nome che non viene usualmente associato all’orologeria meccanica. In realtà, l’azienda giapponese ha una lunga ed illustre tradizione nell’ambito degli orologi meccanici, sia a carica automatica che a carica manuale.

Le sue origini risalgono al tardo XIX secolo, ed è oggi tra i protagonisti della grande orologeria mondiale.

Scopriamo assieme storia e segreti di questa illustre azienda.

Gli inizi

La spedizione dell’ammiraglio Perry nel 1853 forza l’apertura della baia di Tokio al commercio straniero (allora nota come Edo), grazie alla superiorità militare delle sue “Navi Nere”, come vengono chiamate dagli attoniti i giapponesi le cannoniere occidentali. È un vero e proprio shock culturale per il Giappone feudale, che si trova costretto a modernizzarsi per non soccombere di fronte alle potenze coloniali.

Vinte le resistenze di una società fortemente legata alla tradizione, l’Imperatore impone la linea: industrializzare ad ogni costo. Il risultato è una delle più radicali trasformazioni di sempre: un Paese agricolo e isolazionista diviene in breve tempo una potenza industriale proiettata verso l’esportazione delle proprie merci e l’espansione dei propri domini.

Parte essenziale dello sforzo produttivo è la creazione di un’industria orologiera. Come visto nell’articolo sulla Russia Sovietica, i segnatempo sono strumenti imprescindibili per una società industriale avanzata: consentono di misurare i tempi di produzione, sincronizzare i ritmi delle linee ferroviarie, organizzare il lavoro in fabbrica, e molto altro ancora. Non stupisce perciò che nel 1881, a Tokio, da due decenni capitale dell’Impero Giapponese e centro propulsivo della modernizzazione del Paese, un imprenditore ventunenne, Kintaro Hattori, apra un negozio dedicato proprio alla riparazione e alla vendita di orologi da tavolo e da muro. Da questo modesto inizio nasce un’azienda destinata a diventare un colosso dell’orologeria.

Nel decennio successivo, Hattori diviene acquista una fabbrica dove realizzare in proprio gli orologi, anziché limitarsi a riparare e vendere quelli altrui, ed inizia a utilizzare il nome Seiko.

Nel 1895, Seiko produce il primo orologio da tasca. Nel 1913, l’azienda riesce a raggiungere un livello di miniaturizzazione dei componenti tale da poter realizzare il suo primo orologio da polso. Negli anni fra la due guerre mondiali, la produzione dei segnatempo Seiko conosce grande sviluppo, anche grazie alle commesse statali: un orologio da tasca Seiko viene infatti scelto come equipaggiamento ufficiale dalle Ferrovie di Stato giapponesi. I conducenti delle locomotive prendono l’abitudine di incidere, nel cruscotto in legno delle loro postazioni di guida, un vano conformato per potervi appoggiare l’orologio da taschino e consultare in ogni momento l’orario senza distrarsi dalla guida.

Il primo orologio da polso marchiato Seiko, risalente al 1924.

I grandi successi del dopoguerra

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’economia giapponese conosce una rapida espansione, dovuta alla ricostruzione ed alla necessità strategica statunitense di realizzare un bastione economicamente forte per contrastare l’asse Mosca-Pechino: necessità analoghe portano alla scelta di reindustrializzare, dall’altra parte dell’Eurasia, la Germania e l’Italia. Anche Seiko beneficia di questo periodo di grande sviluppo dell’economia giapponese, e vi contribuisce introducendo modelli di grande successo in patria e all’estero.

È infatti nel 1959 che viene presentato il Gyro Marvel, un meccanismo che consente al rotore di caricare la molla del bariletto ruotando in entrambe le direzioni, e rendendo pertanto più agevole il mantenimento della carica in condizioni di scarso movimento del polso.

È dell’anno successivo invece l’inizio della produzione di un altro grande successo della Casa nipponica, la linea Grand Seiko. Questa nasce con l’intento di produrre un orologio della massima qualità raggiungibile con i mezzi a disposizione dell’azienda, e resta ancor oggi un simbolo di raffinatezza discreta per molti estimatori sparsi in tutte le Nazioni. I Grand Seiko confermano ben presto le loro potenzialità, con ottimi piazzamenti nelle competizioni di cronometria svizzere.

Il primo Grand Seiko, realizzato nel 1960.

Nel 1969, Seiko raggiunge un traguardo eccezionale: è la prima azienda al mondo a commercializzare un cronografo automatico. Come visto nell’articolo sulla corsa per realizzare il primo orologio a carica automatica dotato di funzione cronografica, tra Seiko, il consorzio Doubois-Depraz, Buren, Breitling e Heuer, e Zenith, è quest’ultima a conseguire l’ambito titolo di vincitore, con il celeberrimo El Primero. Non si può però trascurare il fatto che Seiko mette in vendita per prima il suo modello, e riesce a produrlo in numeri elevati nonostante la crisi del quarzo. Il motivo per cui Seiko è raramente ricordata quando si parla di cronografi automatici è dovuto, paradossalmente, alla cultura del lavoro giapponese. Mentre gli omologhi elvetici continuano a produrre lo Zenith El Primero uguale a se stesso – indubbiamente stimolati in questa scelta dalle eccezionali qualità primigenie di questo straordinario calibro, che vent’anni dopo verrà ritenuto da Rolex meritevole di essere inserito in un suo grande classico, il Daytona -, il Seiko 6139 viene continuamente aggiornato e migliorato, per adeguarlo ai progressi della tecnica. Questo impedisce il formarsi di una tradizione produttiva paragonabile a quelle dei calibri elvetici, in quanto i cronografi automatici Seiko di oggi montano calibri costruttivamente differenti rispetto all’originale del 1969.

Sempre nel 1969, Seiko presenta il primo orologio al quarzo di successo, l’Astron. È una vera e propria rivoluzione: la precisione e l’autonomia radicalmente superiori rispetto agli orologi meccanici metteranno in crisi l’industria orologiera svizzera nel decennio successivo. Pur spettando alla svizzera Bulova il primato per la commercializzazione del primo orologio la cui marcia è regolata da un oscillatore elettronico, è di Seiko il merito di aver realizzato il primo orologio con regolatore a cristallo di quarzo, tecnologia che, sebbene inizialmente costosa – i primi orologi al quarzo hanno casse in oro e costano come automobili -, diviene ben presto di facile produzione, al punto da costituire oggi il metodo di misurazione del tempo più economico, preciso e diffuso al mondo.

 

Seiko oggi

Trent’anni dopo aver dato inizio alla Rivoluzione del Quarzo, o Crisi del Quarzo come è chiamata dagli appassionati di orologeria svizzera in ragione delle numerose aziende che sono state costrette a chiudere dalla concorrenza dei nuovi segnatempo elettronici, Seiko propone un’ulteriore innovazione destinata a far discutere. È la tecnologia “Spring Drive”, presentata nel 1999. Gli orologi dotati di questa innovazione sono normali orologi meccanici automatici, in cui la carica avviene grazie ad un tradizionale rotore, ma con un regolatore di marcia elettronico in luogo del normale bilanciere. A valle del regolatore, il movimento torna ad avere l’aspetto consueto, con il resto del treno degli ingranaggi che muove le lancette. Un orologio Spring Drive non necessita di cambi di batteria, ricavando l’energia necessaria al funzionamento dal movimento del polso come un orologio automatico, ma è dotato della precisione di un orologio al quarzo. La lancetta dei secondi, a differenza di quanto avviene in un orologio meccanico, non ha un moto caratterizzato da cinque o dieci scatti al secondo, né avanza con scatti singoli di un secondo come nei tradizionali orologi al quarzo, ma è perfettamente fluida nella sua rotazione, senza alcuno scatto visibile. Questo accade perché il regolatore agisce frenando in modo continuo il treno degli ingranaggi che la molla di carica, svolgendosi, tende ad accelerare.

È difficile dire se il Seiko Spring Drive si possa considerare un movimento meccanico. Probabilmente la risposta è negativa, in quanto la regolazione del moto si affida all’elettronica. È tuttavia senza dubbio un movimento unico, la cui creazione è stata possibile grazie all’esperienza di Seiko nel campo dell’orologeria sia meccanica che elettronica.

Conclusioni

Seiko è oggi tra i maggiori produttori di orologi nel mondo. La sua strategia è di coprire le fasce di mercato economiche con i marchi Seiko ed Orient, quelle medie con il solo marchio Seiko, e di riservare la fascia alta alla Grand Seiko.

Molti non amano questo marchio, ritenendolo il responsabile della grave Crisi del Quarzo che tante realtà storiche dell’orologeria svizzera ha falcidiato. In realtà questo approccio è poco realistico: la tecnologia al quarzo sarebbe comunque stata sviluppata, e le stesse Case svizzere hanno creato movimenti al quarzo di grande successo. È giusto anzi rammentare che, grazie alle entrate ricavate dai suoi diffusi modelli al quarzo, Seiko è stata capace di mantenere le linee di produzione dei segnatempo meccanici, anche nel settore del lusso con Grand Seiko.

Una curiosità: il nome “Seiko” significa “Successo”, ed è stato scelto dal fondatore perché ritenuto benaugurate. Si può senza tema di smentita affermare che gli auspici di Hattori si sono pienamente avverati.

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