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Il vero orologio di James Bond

Dr. N

La fortunata saga cinematografica di James Bond è stata occasione per mostrare al pubblico orologi di grande successo. Oggi il marchio associato all’agente 007 è Omega, con varie versioni del suo Seamaster. In origine, il personaggio reso famoso da Sean Connery indossava un Rolex Submariner.

Ma qual è allora il “vero” orologio di James Bond? Il Submariner? Il Seamaster? Nessuno dei due? Scopriamolo assieme.

Il James Bond di carta: i libri originali di Ian Fleming

Ian Fleming, creatore del mito di Bond, scrive negli anni Cinquanta numerosi romanzi di successo riguardanti un agente segreto britannico con licenza di uccidere, da cui, a partire dagli anni Sessanta, vengono tratti i celebri film. È pertanto ragionevole, per cercare di capire quale sia il “vero” orologio di James Bond, verificare cosa gli faccia indossare il suo creatore. Premettiamo che le differenze tra l’originale cartaceo e la trasposizione cinematografica sono numerose. Ad esempio – ed è comprensibile, dato il clima politico della Guerra Fredda e le esperienze dello stesso Fleming nei Servizi britannici durante la seconda guerra mondiale – i nemici erano quasi invariabilmente i sovietici, mentre nelle pellicole, realizzate a seguito della distensione kruscheviana, si preferisce attribuire il ruolo dell’antagonista a singoli criminali o ad un’immaginaria associazione a delinquere internazionale, la SPECTRE. Lo stesso personaggio di James Bond acquista, grazie all’interpretazione di Sean Connery, un carattere sornione e ironico che nella più cupa versione fleminghiana non trova riscontro.

Anche in campo orologiero, lo 007 di Fleming differisce dal suo successore cinematografico. Fleming non si preoccupa troppo di specificare il modello esatto di orologio che James Bond porta al polso. Sappiamo solo, da una colluttazione riportata in “Al Servizio Segreto di Sua Maestà”, in cui Bond usa l’orologio come noccoliera per colpire un avversario, che 007 porta al polso un “pesante Rolex Oyster Perpetual con un bracciale allungabile”. Non deve stupire troppo che Fleming, egli stesso fruitore di Rolex -portava al polso un Explorer– ometta di specificare con precisione il modello. Rolex negli anni Cinquanta è infatti ancora un produttore di orologi sì di alta qualità, ma senza la caratterizzazione di orologio-gioiello da esibire – e il relativo aumento di prezzo che questo cambio di inquadramento commerciale ha recato con sé – da cui Rolex è contraddistinta oggigiorno. I Rolex dell’epoca di Fleming sono segnatempo impermeabili, precisi e affidabili, dal costo accessibile ai professionisti -scalatori, subacquei, esploratori- che necessitano di uno strumento robusto e ben fatto che li accompagni nelle loro imprese. Un tipo di orologio che Bond può impiegare per percuotere un nemico e controllare i tempi di detonazione di una bomba, oltre che per decorare il polso mentre sorseggia un Martini e seduce la giovane assistente del cattivo di turno.

Il Submariner di Sean Connery

Nel 1962, debutta nelle sale cinematografiche il primo capitolo di quella che si rivelerà una delle più lunghe e riuscite saghe della storia del cinema. Il film si intitola “Dr. No”, da noi tradotto abbastanza liberamente con “Agente 007 – Licenza di uccidere”: traduzione che, nel 1989, obbligherà ad intitolare “Vendetta Privata” la pellicola “Licence to Kill” interpretata da Timothy Dalton… Titolature a parte, è qui che nasce il vero e proprio legame tra James Bond e Rolex, un abbinamento che ancora oggi induce i collezionisti ad accaparrarsi il Rolex Submariner referenza 6538 a quotazioni più elevate rispetto ad altri Rolex coevi.

In Dr. No, o Licenza di Uccidere che dir si voglia, James Bond non porta più al polso un generico Rolex Oyster Perpetual, vale a dire un Rolex automatico impermeabile, ma sceglie un orologio subacqueo, il Rolex Submariner. Qual è la ragione di questo cambiamento? Dopotutto, un Rolex privo di ghiera girevole come l’Explorer sarebbe scivolato meglio sotto il polsino di un’elegante camicia, e avrebbe comunque garantito l’impermeabilità e la robustezza necessarie alle imprese di Bond. La ragione di questa scelta è nel fenomeno di costume che le attività subacquee rappresentano negli anni Sessanta. La diffusione di orologi  subacquei come il Rolex Submariner ai polsi di professionisti delle immersioni non passa inosservata a chi realizza il primo film di 007, e si opta per quello che viene percepito come un modo per cavalcare la moda del momento, forse senza immaginare che il successo della pellicola avrebbe esso stesso contribuito a rendere “socialmente accettabile” indossare un orologio sportivo insieme a un abito elegante.

Il Rolex Submariner 6538 viene utilizzato nei vari film di Bond interpretati da Sean Connery, equipaggiandolo con cinturini di vario colore e materiale: in pelle nel primo capitolo della saga, in tessuto in seguito. Una curiosità: il celebre cinturino “NATO James Bond” che possiamo vedere in Missione Goldfinger, non è in realtà un vero cinturino NATO, bensì una semplice striscia di tela colorata larga 16 millimetri – quattro in meno di quanto necessitato dal Submariner, che infatti nelle inquadrature mostra un largo spazio vuoto tra le anse e il cinturino -, procurata e cucita in tutta fretta dalla produzione per supplire alla mancanza di un vero cinturino.

Sempre in Missione Goldfinger, Sean Connery dimostra di saper sfruttare appieno le caratteristiche del Rolex Submariner: già nelle prime scene del film, infatti, effettua un’immersione e piazza una carica esplosiva, per poi entrare in un locale e sorseggiare un drink mentre controlla sul quadrante del suo orologio il tempo rimasto prima della detonazione. Queste poche riprese entrano nel mito di Rolex, qualificando definitivamente il Submariner come orologio dell’uomo attivo ed elegante.

Dopo Sean Connery: Roger Moore e l’era del quarzo

I James Bond di Sean Connery entrano nel mito, ma l’attore sceglie, dopo aver interpretato 007 in ben sei film, di intraprendere altri ruoli. Ritornerà, anche se in modo non ufficiale, a vestire i panni dell’agente segreto più famoso del mondo in “Mai dire Mai”, ma il compito di portare avanti la saga -dopo la breve parentesi di George Lazenby, e del suo bel cronografo Rolex 6238 “pre-Daytona”, visibile nella foto qui sotto- è affidato a Roger Moore. Il quale, tenendosi al passo con la rivoluzione del quarzo, indossa negli anni Settanta e Ottanta i più disparati gadget elettronici prodotti in Giappone dalla Seiko.

Arriva Omega: Pierce Brosnan e il Seamaster

Quando, negli anni Novanta, la saga di 007 trova come nuovo interprete Pierce Brosnan. La scelta è quella di tornare alle origini, richiamandosi all’interpretazione di Sean Connery: i critici ritengono infatti Brosnan come il più fedele al canone fissato dal grande attore scozzese.

Il ritorno all’originale investe anche le scelte orologiere. Dopo gli eccessi di tecnologia degli anni Settanta e Ottanta, Bond torna a vestire un orologio subacqueo di lusso. Non si va però a indossare il Rolex Submariner, ma l’Omega Seamaster.

È una scelta coerente, che potremmo definire “fedele nell’infedeltà”. Il Submariner degli anni Novanta non è quello degli anni Sessanta: seppur non dissimile esteticamente e non troppo cambiato tecnicamente, trent’anni dopo Dr. No il Rolex non è più l’orologio robusto e funzionale degli avventurieri, ma lo status symbol da sfoggiare. Per ritrovare lo spirito originario -ecco la fedeltà- si decide di abbandonare -ecco l’infedeltà- un orologio ormai carico di un’immagine troppo distante da quella che recava quando era indossato da Connery. L’Omega Seamaster risulta allora la scelta ideale: un robusto e affidabile orologio meccanico, a suo agio nelle immersioni -ha anche un passato al polso dei sommozzatori della Marina Britannica negli anni Sessanta- come nelle occasioni formali, assieme al classico completo indossato da James Bond quando viene ricevuto da M.

La scelta di Omega si rivela indovinata, sia per la saga cinematografica, che rivede finalmente un orologio meccanico di pregio al polso di 007, sia per l’azienda produttrice che, a differenza dei predecessori, riesce a sfruttare abilmente il mito di James Bond per lanciare sul mercato numerose edizioni speciali del proprio segnatempo subacqueo dedicate al celebre agente segreto. Ancora oggi, il Bond di Daniel Craig indossa varie versioni dell’Omega Seamaster, come nel caso dell’ Omega Seamaster 300 “Spectre”, che richiama nella linea il Seamaster del 1957.

Qual è allora il vero orologio di James Bond?

La risposta alla domanda è prevedibile: non esiste un vero orologio di James Bond. Se si cerca il primo segnatempo indossato da Sean Connery, allora si tratta del Rolex Submariner. Se si cerca l’orologio ufficiale della saga cinematografica, allora è l’Omega Seamaster l’unico ad essere stato ufficialmente scelto in collaborazione con la maison produttrice. Se invece si vuole tornare alle origini letterarie del personaggio, un Rolex Explorer o un qualunque Rolex Oyster Perpetual risulta una scelta in linea con la tradizione. Per motivi di spazio non menzioniamo i numerosi Seiko, Tag-Heuer, Pulsar o Gruen indossati di volta in volta nella saga. La risposta alla domanda sul vero orologio di James Bond dipende quindi dal gusto personale di ciascuno.

 

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