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Il rotore di carica bidirezionale

Dr. N

Negli orologi a carica automatica, il rotore è il componente che permette di tramutare l’energia cinetica data dal movimento del polso in energia potenziale elastica accumulata nella molla del bariletto.

L’orologio a carica automatica si basa su un rotore semicircolare appesantito lungo il perimetro esterno, rotore che tende sempre ad andare verso il basso, mentre l’orologio cambia angolo di inclinazione rispetto a terra muovendo il polso: questo porta il rotore a girare rispetto al riferimento del movimento, generando energia rotazionale che viene convertita in energia potenziale elastica, caricando la molla del bariletto.

La carica automatica: i primi tentativi

Il movimento automatico è un’idea occorsa inizialmente al vulcanico inventore Abraham-Louis Breguet, alla fine del XVIII secolo. Lo scopo è di ovviare alla necessità di caricare manualmente l’orologio mediante una chiavetta esterna che può introdurre sporco o umidità nel movimento, per non parlare della possibilità di perderla. Notiamo, incidentalmente, che il problema della chiavetta viene risolto nel 1844 da Jean Adrien Philippe, il quale presenta all’esposizione di Parigi un meccanismo che integra, in una sola corona vincolata all’orologio, le funzioni di carica e di regolazione dell’ora. Questo sistema, ancora oggi in uso, colpisce molto un illustre visitatore della mostra, Antoine Norbert de Patek: ma questa è un’altra storia…

Torniamo quindi al 1780, quando Breguet presenta la sua invenzione, costituita da una massa oscillante che trasforma i sobbalzi di chi indossa l’orologio in energia potenziale elastica, grazie ad un braccio collegato alla molla di carica.

Questa straordinaria invenzione, davvero precorritrice dei tempi, non ottiene però successo diffuso. La ragione è da ricercare nella natura dell’orologio da tasca, cui Breguet ha applicato la sua idea. Un orologio portato nel taschino difficilmente infatti riceve sufficienti oscillazioni lungo l’asse verticale, durante una normale giornata di porto dell’orologio, per caricare completamente la molla.

Solo con l’arrivo degli orologi da polso è possibile impiegare in modo proficuo la carica automatica: questi segnatempo, oggi oggetto di tanto interesse da parte degli appassionati, non diventano di uso comune fino agli anni Trenta del XX secolo. La ragione di questo ritardo è sia nella percezione del pubblico secondo cui gli orologi da polso erano gioielli per signore, fugata solo dall’uso militare dei segnatempo legati al braccio nella Prima Guerra Mondiale, sia nella fragilità degli orologi quando non protetti nel taschino, risolta solo con l’introduzione dell’antishock negli anni Trenta.

Il primo a realizzare un orologio meccanico da polso a carica automatica con rotore oscillante a 360° e molla di carica con breda è Hans Wilsdorf, con la tecnologia Rolex Oyster Perpetual, introdotta nel 1930. Tutti i Rolex oggi in commercio sono dotati della tecnologia di carica automatica Perpetual. Non solo, ma questo sistema è divenuto la base di gran parte dei movimenti adottati negli orologi a carica automatica da allora in poi.

La carica automatica bidirezionale:perché?

I rotori di carica bidirezionali hanno il notevole vantaggio di essere adatti a utilizzatori poco attivi fisicamente. Un orologio automatico si carica in maniera ideale con il movimento del polso durante una passeggiata, con la corona a ore tre rivolta verso il basso e il braccio dolcemente oscillante. Oggi non si cammina più quanto un tempo, a causa della diffusione di ogni tipo di mezzi per ridurre la mobilità fisica, dal trasporto motorizzato di massa al telelavoro. Questo, oltre che per la forma fisica, risulta deleterio anche per la capacità degli orologi di mantenere la carica. La soluzione, come spesso capita in ambito orologiero e non solo, è nel passato: almeno, per quanto riguarda la tenuta della carica dell’orologio…

Negli anni Quaranta, Felsa, produttore di movimenti che in seguito confluirà in ETA, oggi Gruppo Swatch, sviluppa il rotore di carica bidirezionale Bidynator. È un sistema innovativo e molto efficace, e conosce grande successo, venendo poi impiegato nelle sue derivazioni da tutto il futuro complesso produttivo ETA.

Il rotore Bidynator di Felsa si basa su una serie di ruote dentate per convertire il moto rotatorio antiorario e orario in un unico verso di rotazione atto a caricare sempre il bariletto. Un sistema differente viene introdotto da Pellaton, negli orologi IWC. L’idea di Pellaton è quella di utilizzare delle leve eccentriche rispetto all’asse del rotore di carica che esercitano azione traente sulla ruota di carica del bariletto.

Il sistema Pellaton tuttora in uso negli automatici IWC

Un sistema analogo concettualmente ma diverso nella realizzazione concreta rispetto a quello di Pellaton è il Magic Lever di Seiko, pensato per la massima robustezza, a scapito del c.d. “angolo morto”, ossia della parte di corsa del rotore, nella fase di inversione del senso di rotazione, che non viene convertita in energia utile al movimento. Vero è che il lavoro di ottimizzazione svolto da Seiko nel corso dei decenni ha portato questi movimenti ad essere molto efficienti nello sfruttare la carica automatica. Possiamo anzi dire che, sostanzialmente, tutti gli orologi dotati di carica automatica oggi sono perfettamente in grado di “sostentarsi” con il blando movimento del polso di un uomo sedentario medio.

In queste due immagini, il sistema Magic Lever di Seiko

Conclusioni: rotore bidirezionale o monodirezionale?

Oggi gli orologi meccanici a carica automatica sono stati ottimizzati al punto tale da funzionare perfettamente nonostante la sedentarietà di chi li indossa. La carica automatica bidirezionale è diventata lo standard nell’industria orologiera, è vero, ma molti produttori continuano a realizzare movimenti a carica automatica monodirezionale perfettamente efficienti. La ragione di questa scelta, effettuata da Case prestigiose come Patek Philippe, è semplice: un rotore monodirezionale è più sottile e consente di realizzare orologi meno spessi di un bidirezionale.

Ad ogni modo, sia che il vostro orologio abbia la carica automatica bidirezionale che monodirezionale, state certi che qualunque segnatempo di concezione moderna saprà funzionare regolarmente con i vostri normali movimenti.

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