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Fai da te: il Vostok Amphibia – parte 2

Dr. N

Nella parte 1, ho rilevato l’esistenza di un problema di impermeabilizzazione nel Vostok Amphibia e provveduto a verificarne le cause. Ora è il momento di intervenire per risolverlo.

L’impermeabilizzazione del Vostok Amphibia: la corona “debole”

Ovviamente non posso accontentarmi di rimuovere gli effetti del problema: è necessario stabilirne le cause. Analizzando la storia produttiva di questo modello, ho constatato che la filettatura della corona di carica, e la corona di carica stessa, sono state oggetto di interventi volti a ridurre i costi di produzione. La corona di carica attuale ha pareti più sottili rispetto a quella di epoca sovietica, ed evidentemente questo comporta una difficoltà di tenuta quando si innesta nella filettatura. Pare inoltre che la stessa operazione di rifinitura della filettatura sia realizzata con minor cura rispetto a un tempo, ma non ho riscontri precisi in merito: mentre la differenza tra la corona di epoca sovietica e quella attuale è riscontrabile prima facie, per verificare i processi di lavorazione sarebbe necessario recarsi a Chistopol, nel Tatarstan, dove Vostok produce i propri orologi dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Un viaggio un tantinello fuori porta, ne converrete…

La soluzione al problema dell’impermeabilizzazione imperfetta è, come si conviene ad un vero prodotto russo, piuttosto semplice e alla portata di tutti. Non si richiede neppure di smontare l’orologio. È sufficiente:

  • Svitare la corona
  • Munirsi di una piccola quantità di vaselina e di uno stuzzicadenti
  • Adoperare la punta dello stuzzicadenti per applicare un sottile strato di vaselina sulla filettatura presente sul tubo della corona (la parte filettata annessa alla cassa). La vaselina va applicata a partire dalla zona più lontana dalla cassa, facendo attenzione a non farla finire dentro il tubo
  • Avvitare la corona, così che il grasso venga spinto in avanti, andando a coprire tutta la filettatura
  • Svitare la corona per verificare l’uniformità dell’applicazione, eventualmente ripetere
  • Rimuovere il grasso in eccesso eventualmente finito sulla cassa

Per ulteriore precauzione, ho passato nel borotalco la guarnizione del fondello, così da rinnovare e mantenere l’elasticità della gomma sinterizzata: questo metodo pare venga utilizzato anche dal produttore per conservare le guarnizioni in magazzino. Ho poi rimosso l’eccesso di talco con un getto d’aria.

Il risultato: funziona?

Dopo l’applicazione del grasso di vaselina, avrei dovuto provare l’efficacia dell’impermeabilizzazione. Il metodo rigoroso sarebbe stato quello di misurare l’impermeabilità dell’orologio con l’apposita attrezzatura. I potenti mezzi di Chronosect l’avrebbero pure reso possibile, ma non sarebbe stato in linea con lo spirito di questo orologio. I robusti prodotti russi si collaudano sul campo!

Pertanto, ho provveduto a sottoporre l’orologio – ed il sottoscritto: col caldo, male non fa – alle docce quotidiane. Non molti sanno che fare la doccia con l’orologio è una delle attività che più possono mettere in crisi la tenuta delle guarnizioni: i getti d’acqua hanno infatti una pressione piuttosto elevata. Dopo diversi giorni, nessuna infiltrazione.

Posso ritenermi soddisfatto? Ovviamente no. Un orologio subacqueo va provato in acqua.

Alla prima occasione, quindi, mi reco al mare. Per provarlo con il massimo rigore, ho cura di praticare diversi tuffi, numerose bracciate e un po’ di nuoto in apnea. Anche i tuffi e il nuoto a stile libero, come e più della doccia, sottopongono l’orologio ad impatti con l’acqua che possono forzare la penetrazione di umidità nelle guarnizioni.

Il risultato ha ampiamente soddisfatto le attese: l’orologio ha dimostrato un’ottima impermeabilità, non essendo più comparse tracce di infiltrazioni. Onde verificare che effettivamente non vi siano state infiltrazioni d’acqua, il vostro corrispondente ha ben pensato di lasciarsi ispirare dalla natura russa dell’orologio, procedendo, dopo bagni e docce reiterati, a metterlo in frigo. Per quale motivo? Semplice, il freddo causa condensazione dell’acqua: se vi fosse stata infiltrazione, il vetro si sarebbe appannato internamente, rendendola palese.

Non è comparso alcun alone, pertanto l’operazione di impermeabilizzazione del Vostok Amphibia intrapresa applicando alla filettatura della corona il grasso di vaselina, può dirsi positivamente riuscita.

Cosa si può apprendere da questa esperienza?

Un orologio subacqueo ha tre punti da cui l’acqua può infiltrarsi: il bordo del vetro, la guarnizione del fondello e quella della corona. Tutti e tre andrebbero controllati da un orologiaio professionista prima di portare l’orologio in acqua. Ho voluto rischiare con il Vostok Amphibia perché è un orologio dal prezzo modico, ed è possibile rimediare ad eventuali danni con spese modeste.

L’esperienza è stata comunque utile per comprendere i punti di forza e di debolezza di questo orologio, e per imparare di più su come un orologio subacqueo mantiene la propria impermeabilità. Ribadiamo, ad ogni modo, che non ci assumiamo alcuna responsabilità per eventuali manipolazioni improprie dei vostri segnatempo e consigliamo sempre di rivolgersi ad un centro di assistenza qualificato. Specialmente se si tratta di orologi meno economici del Vostok Amphibia…

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