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Blancpain Fifty Fathoms

Molte delle invenzioni che hanno cambiato il nostro stile di vita, dal forno a microonde al computer, dalla fotocamera digitale alla bomboletta spray, dal navigatore satellitare alla rete internet, dal nastro adesivo allo pneumatico in gomma sintetica, dal cibo in scatola alla batteria al litio, sono frutto di ricerche militari. Queste infatti sono le sole che, investendo capitali a fondo perduto là dove un’azienda privata non oserebbe rischiare, sono in grado di spingere l’innovazione, in quanto l’obiettivo non è il profitto, ma di trovarsi sempre un passo avanti al nemico.

Anche uno degli oggetti più desiderati e di tendenza dell’orologeria moderna è frutto di specifiche ricerche militari. Andiamo alla scoperta dell’orologio subacqueo, anzi, del capostipite di tutti gli orologi subacquei moderni: il Blancpain Fifty Fathoms.

Gli inizi: i sommozzatori militari

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, tutte le maggiori potenze si dotano di unità di sommozzatori. La necessità di questi corpi specializzati era emersa nel corso del conflitto, a seguito delle imprese degli Incursori della Marina Militare Italiana, il cui valore viene riconosciuto dagli stessi Alleati. Alcune di queste azioni sono state davvero eclatanti, come l’attacco al porto di Alessandria e l’impresa di Gibilterra, o ancora il memorabile attacco nella baia di Suda, a Creta. Si può ben dire che la nascita delle unità subacquee straniere è dovuta in gran parte al timore che attacchi come quelli dei nostri incursori si potessero ripetere in futuro, ed alla necessità di contrastarli o quantomeno di poter infliggere danni paragonabili al nemico.

La Marina Francese decide di dotarsi di sommozzatori da combattimento in grado di operare di notte e di giorno, portando avanti sia missioni di sabotaggio che di raccolta di informazioni. Fra le attrezzature necessarie per permettere agli uomini-rana di raggiungere questi obiettivi, vi sono certamente gli orologi subacquei. Esistono già, negli anni Cinquanta, diversi orologi impermeabili capaci di funzionare sott’acqua, dai Panerai ai Rolex Oyster. Ma non è presente in commercio alcun orologio specialistico dotato dei requisiti richiesti dai professionisti delle immersioni. Un orologio subacqueo, per essere accettabile nell’utilizzo professionale, necessita di:

  1. Ghiera girevole avente lo scopo di indicare i minuti di aria rimasti
  2. Sfera dei minuti di facile consultazione
  3. Sfere e indici luminescenti, di colore chiaro, ben visibili
  4. Quadrante scuro, in contrasto con sfere e indici, dallo stile pulito e privo di distrazioni
  5. Ultimo ma non per importanza, impermeabilità a prova di immersione.

La Marina Francese si rivolge a vari produttori di orologi, nessuno dei quali è interessato a sviluppare un modello che richiede tali investimenti e promette di avere un mercato così ristretto. L’industria orologiera mondiale è in questo momento intenta a cavalcare la moda dei voli aerei. N0n dimentichiamo che ci troviamo negli anni Cinquanta, il periodo in cui l’aviazione commerciale è in piena espansione, vengono introdotti nel mercato civile gli aerei con motore a getto ed i collegamenti per passeggeri tra Vecchio e Nuovo Mondo via aereo soppiantano definitivamente quelli via nave, fino ad allora appannaggio di lussuosi transatlantici. Nessuno, in questa epoca proiettata al volo, che vede anche l’inizio della corsa allo spazio, trova particolarmente interessanti le profondità marine. Nessuno, a parte Jean-Jacques Fiechter, amministratore delegato di Blancpain allora fresco di nomina, personalmente appassionato di immersioni.

La scelta di Blancpain come fornitore appare quindi praticamente obbligata per i committenti militari. Fortuna vuole che Fiechter non si limiti ad ottemperare alla commessa ricevuta, ma decida di migliorare le specifiche richieste del cliente alla luce della propria personale esperienza nelle immersioni subacquee.

Le migliorie apportate da Fiechter rispetto alle specifiche originarie sono di notevole importanza, e contribuiscono a definire quello che oggi consideriamo un orologio subacqueo. Vediamole insieme.

Blancpain Fifty Fathoms: perché è speciale

Innanzitutto, è necessario realizzare un orologio in grado di resistere alle infiltrazioni d’acqua nelle condizioni che si incontrano durante un’immersione. Compito non semplicissimo, in quanto il punto più delicato per quanto riguarda l’impermeabilità, la corona di carica, richiederebbe una chiusura a vite: ma questo sistema, oggi diffusissimo, negli anni Cinquanta è ancora un brevetto esclusivo di Rolex, parte del sistema Oyster. Blancpain decide di utilizzare un sistema di impermeabilizzazione basato su un doppio anello di tenuta in gomma, che garantisce di mantenere l’impermeabilità sino a cinquanta braccia, ossia novanta metri – da cui il nome dell’orologio: Fifty Fathoms significa proprio “cinquanta braccia” in inglese -. Questa soluzione, per quanto valida, presenta però un difetto: la doppia guarnizione è soggetta ad usura nel momento in cui si manipola la corona per caricare l’orologio. Da qui discende la necessità di impiegare un movimento a carica automatica, onde ridurre la necessità di utilizzo della corona di carica, limitandone l’uso ai soli casi in cui sia necessario regolare l’ora. Il fondello, invece, è a vite, come da tradizione negli orologi impermeabili.

Fiechter, da appassionato subacqueo, sceglie di inserire nella ghiera girevole un meccanismo che la rende unidirezionale, permettendole di ruotare solo in senso antiorario. Tale decisione deriva dalla volontà di evitare il rischio che urti accidentali spostino la ghiera facendo credere al sommozzatore di avere a disposizione una riserva d’aria maggiore di quella effettiva. Con la ghiera unidirezionale, lo spostamento è possibile solo in senso antiorario, inducendo al massimo a credere di avere meno ossigeno di quanto se ne abbia in realtà. È evidente quanta importanza questa caratteristica abbia in materia di sicurezza delle immersioni. Naturalmente, la ghiera è numerata con l’indicazione dei minuti, altra caratteristica oggi presente in tutti gli orologi subacquei.

Un’altra scelta lungimirante del Blancpain Fifty Fathoms è il diametro. Negli anni Cinquanta, un orologio da uomo ha un diametro di 34, o persino 32 millimetri, dimensioni che ai nostri occhi appaiono oggi ridotte persino per un segnatempo femminile. Per portare al massimo la leggibilità, Fiechter sceglie di realizzare un orologio largo 42 mm, enorme per l’epoca, ma che diventa lo standard dimensionale degli orologi subacquei da allora in poi.

Non contento di aver realizzato uno degli orologi più innovativi del suo tempo, Fiechter dota il Blancpain Fifty Fathoms di una caratteristica ancora oggi non diffusissima, sebbene di grande utilità: una cassa antimagnetica, che lo protegge dai campi elettromagnetici emessi dalle apparecchiature elettriche impiegate dai militari. Un ulteriore dettaglio molto apprezzato dagli utenti è l’applicazione di una vernice igrosensibile in un tondo collocato ad ore sei sul quadrante, che cambia colore se nell’orologio vi è un’infiltrazione di umidità.

La fama: le spedizioni di Cousteau

L’importatore parigino degli orologi Blancpain non è, negli anni Cinquanta, una gioielleria, ma un negozio di articoli per subacquei. Qui si rifornisce la Marina Francese, ed è qui che Jacques Costeau, il celebre esploratore degli oceani, acquista le sue attrezzature da immersione, incluse le valvole di erogazione ossigeno da lui stesso progettate. Anche l’orologio di cui trattiamo viene considerato, in quest’epoca, uno strumento da immersione, non un oggetto di lusso: ed ecco allora che il Blancpain Fifty Fathoms, accompagna Cousteau nelle immersioni immortalate dal film “Il Mondo Silenzioso”. Il successo di questa pellicola, vincitrice di Oscar e Palma d’Oro, porta al grande pubblico anche la fama del Blancpain Fifty Fathoms, che ancora oggi è l’orologio più riconoscibile ed apprezzato della Maison elvetica. Il Blancpain Fifty Fathoms non si discosta però dalle sue radici, venendo scelto anche dopo gli anni Cinquanta da numerose Marine Militari in tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Spagna, dalla Germania allo Stato Israeliano, per equipaggiare i loro sommozzatori. Chissà se nel 1953, quando l’orologio viene introdotto, Fiechter si aspetta tutto questo successo…

Una riedizione moderna del Blancpain Fifty Fathoms

Il Blancpain Fifty Fathoms oggi

Il mercato degli orologi da immersione oggi è più che mai variegato: dal lusso di Rolex Submariner e Omega Seamaster all’essenzialità di un Vostok Amphibia o di un Seiko, esistono orologi subacquei per tutte le tasche e per tutti i gusti. Non sarebbe però corretto dimenticarci di quell’orologio che, per primo, osò sfidare le convenzioni estetiche dell’epoca per venire incontro alle reali esigenze degli utilizzatori, combinando per la prima volta in un unico orologio la ghiera girevole unidirezionale con indicazione dei minuti, il grande diametro, il quadrante nero con indici e sfere chiari luminescenti, impermeabilità e movimento a carica automatica. Il Blancpain Fifty Fathoms non è solo un orologio di lusso, è il precursore di una categoria che ha cambiato i gusti del pubblico in fatto di orologi e che, a distanza di quasi settant’anni dalla sua introduzione, non smette di influenzare i suoi successori.

 

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